Informatica della Vita Quotidiana: un saggio di Dario Massi, tra business e psicologia

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Dario Massi “Tra Informatica e Mare” (Armando editore, 2018)

(Recensione di Roberto Guerra*)

L’autore disegna un nuovo modo di avvicinarsi all’informatica, rendendola una fonte d’ispirazione, crea un modello da seguire per tutti coloro che coltivano la bellezza della libertà e sono costantemente alla ricerca di una cultura rivolta all’eccellenza professionale. Una lettura irrinunciabile per aspiranti entrepreneur e startupper, professionisti o manager che vogliono aumentare in maniera significativa la loro efficacia sul lavoro e nella vita privata. L’amore per il mare è sottile, profondo, dedicato, così come la passione per l’informatica che viene raccontata come una compagna di viaggio in ogni sfumatura. È una visione della vita ampia e ricercata quella dell’autore, incentrata all’ascolto di sé stessi e degli altri, rivolta ad una leadership più forte, più autentica e focalizzata al raggiungimento degli obiettivi prefissati. Fra immagini e parole puoi trovare in queste pagine la concretezza di una guida tecnica e la chiave per entrare in te e scoprire chi sei veramente. I capitoli sono un collante fatto di riflessioni, studi ed esperienze professionali ed umane maturate dall’autore in giro per il mondo”.

Chi ha detto che il mondo informatico è solo velocità esasperata, tempo lavoro frenetico, una corsa a ostacoli nel flusso delle informazioni del Mercato e il Business, in ogni caso un quasi funambolismo senza rete per stare al passo con il suo linguaggio perennemente in trasformazione diversamente criptico e esoterico, una alla fine frustrazione costante che vince sempre sulla creatività indubbia possibile esplosa con le nuove tecnologie ormai vita quotidiana, in tutti i campi, persino l’Ozio, volendo, con Internet e Social Network?

Certamente le visioni solo tecnofile (in certo senso naturalmente) e rivoluzionarie dei pionieri (Tim Berners Lee a Bill Gates a Larry Page e Steve Jobs, inventori- tra altri- del WWW, di Microsoft, Google, Apple) sono oggi viste nella loro incontrollabile complessità e ambiguità, problematiche ammesse all’unanimità.

Tuttavia, come dimostra tutt’oggi il perdurante nuovo archetipo della Silicon Valley, la forza rivoluzionaria e propulsiva dei decenni scorsi continua: nel multiverso quasi delle dinamiche e prospettive presenti e future della rivoluzione elettronica, fioriscono sempre news inedite e creative, anche per l’interfaccia psicologia- informatica, come vivere bene gli effetti dell’Informatica o cibernetica di massa quotidiana. Anche per gli addetti ai lavori.

E’ certamente il caso dell’informatico Dario Massi autore di questo delizioso “Tra Informatica e Mare. Migliora te stesso e il tuo business” . Non si tratta di facile new age, al contrario un testo scorrevolissimo ma tecnicamente ineccepibile, praticamente una webgrafia, dove la metafora del mare (si vedano le esperienze descritte da Massi in sue esperienze lavorative nella Repubblica Domenicana o a Capo Verde (o i Caraibi dell’Africa) indica l’informatica sia come potenziamento psicologico personale che – ovviamente – macchina di lavoro per manager e simili professionalità, a livelli qualitativi, soprattutto vissuti con ritmiche non convenzionali, quando velocità e lentezza generano, ottimamente cadenzati un altro tempo soggettivo e lavoro decisamente umanissimi (Appunto la metafora del Mare con le sue onde ritmiche, a volte leggiadre a volte ultradinamiche e burrascose, ecc.).

Tra vissuto personale manageriale e informazioni tecniche molto capillari, sui Social Network (Facebook, Linkedin, Instagram, ecc.) e tutti i “segreti” della Rete – …Seo, tag, app.), su Google e Internet in generale, inclusa la Cybersicurity e la potenziale rivoluzione dei Bit Coin, l’autore distilla un intrigante e affascinante vero e proprio viaggio cibernetico, lui stesso sembra uno speciale algoritmo cognitivo, umanissimo e colmo di sensibilità e altitudine emotiva.

Un testo complessivo, secondo noi, di alto valore anche didattico, per una complementare seduzione anche esclusivamente (in certo senso) narrativa,, distante per fortuna da qualsivoglia zavorra psicopedagogica. In Italia si sa, la percezione potrebbe essere sempre isolazionista, troppo americano lo stile dell’autore, quando invece, sottostante è invece quella bellezza di memoria rinascimentale (che poi a mente aperta caratterizza fin dalle origini la stessa rivoluzione e la vita quotidiana dei pionieri della Silicon Valley) capace di fare scienza con l’arte e il gioco e arte con numeri (algoritmi intelligenti nel nostro tempo…) e matematiche…

Non a caso (e significativo quasi prototipo) la sinergia dell’autore con lo stesso regista Franco Zeffirelli, ampiamente descritta in un capitolo.

*Roberto Guerra, scrittore, futurologo e blogger