Hawking raccontato dalla figlia: “ogni giorno è stato un dono”

Oggi è stato il giorno della scienza al Festival dei Due Mondi, attraverso la nuova iniziativa della Fondazione Carla Fendi con la guida di Maria Teresa Venturini Fendi. Che per la prima volta si apre alla scienza come ricerca, intuizione, ed anche come forma d’arte. Ad aprire l’appuntamento, questa mattina, un incontro d’eccezione con Lucy Hawking, figlia del celebre astrofisico Stephen Hawking, morto pochi mesi fa dopo una lunghissima lotta con la Sla. L’intervento di Lucy Hawking, al teatro Caio Melisso Spazio Carla Fendi, e’ stato preceduto dalla proiezione del video inedito A sense of Wonder, una sorta di diario autobiografico di Sten Hawking, prodotto dalla stessa Fondazione con la regia di Gabriele Gianni. Un documentario nel quale lo stesso astrofisico parla del suo rapporto con la malattia, rivelando che inizialmente gli erano stati dati solo due anni e mezzo di vita. Poi pero’ la diffusione del male si era rallentata, e da allora, racconta Hawking, “ho vissuto ogni giorno in piu’ di vita come se fosse davvero speciale, un dono inaspettato”.

Lucy Hawking ha raccontato la storia di suo padre, le sue intuizioni geniali e, in particolare, la volonta’ di diffondere l’astrofisica fra i ragazzi trovando le parole e i racconti piu’ appropriati. Per questo, continuando nell’opera divulgativa intrapresa con il padre, la scrittrice britannica ha presentato in anteprima il suo libro “L’ ultimo viaggio dell’Universo” edito da Mondadori e in uscita il 3 luglio.

Intanto nell’ex Battistero della Manna d’Oro, in piazza del Duomo, e’ stata aperta al pubblico un’installazione virtuale e immersiva, prodotta dalla Fondazione Carla Fendi in stretta collaborazione con Infn, Istituto nazionale di fisica nucleare e Cern, Centro europeo di ricerca nucleare. Un progetto inedito, ideato su basi rigorosamente scientifiche, che esalta la spettacolarità dell’origine del cosmo, dal Big Bang fino ai giorni nostri. Parallelamente nell’Armeria Lucrezia Borgia, ex Museo civico, con Miti Trasfigurazioni viene invece affrontato il bisogno di ricerca interiore dell’uomo, attraverso una suggestiva installazione dove trovano posto marmi occidentali classici di epoca greco-romana e antichi scisti orientali.