E’ morto a Zurigo Sergio Marchionne.
L’ex amministratore delegato di Fiat Chrysler si è spento a Zurigo, nell’ospedale in cui era ricoverato da alcune settimane. Marchionne aveva 66 anni e ha guidato il gruppo Fca per 14 anni.
Dopo l’operazione alla spalla di fine giugno, avrebbe avuto delle complicazioni “inattese e improvvise” che lo hanno portato a un arresto cardiaco. Sarebbe stato poi portato in rianimazione ma non dipendeva in maniera sistematica dalle macchine.
Il manager italo-canadese avrebbe avuto poi un ulteriore arresto cardiaco che lo ha portato a un decesso naturale.
Un destino tra Europa e America

Nato a Chieti il 17 giugno 1952, Marchionne era figlio di un maresciallo dei Carabinieri e di una istriana. Dopo l’adolescenza in Abruzzo Marchionne segue la famiglia in Ontario, dove si era già stabilita una zia materna. In Canada Marchionne ottiene la laurea in filosofia presso l’Università di Toronto, seguita da una laurea in legge alla Osgoode Hall Law School of York University e quindi un Master in Business Administration presso la University of Windsor. Dopo avere esercitato la professione di procuratore legale, Marchionne entra nel 1983 in Deloitte Touche come avvocato commercialista ed esperto nell’area fiscale, primo passo di una carriera che nel 2000 lo porta in Svizzera alla carica di A.d. del Lonza Group. A portarlo sotto i riflettori il successo ottenuto nel risanamento di Sgs, colosso elvetico di cui divenne amministratore delegato nel 2002. I risultati ottenuti lo portano all’attenzione del Lingotto, alle prese con la crisi aggravata dalla scomparsa di Gianni Agnelli. Entrato nel cda FIAT dal 2003 su designazione di Umberto Agnelli, dopo la morte di quest’ultimo, Marchionne viene nominato il 1° giugno 2004 Amministratore delegato del gruppo.
Nel 2009 è artefice di un miracolo manageriale: in un’America piegata dalla crisi finanziaria Fiat ottiene dall’Amministrazione Obama il 20% di Chrysler, che, dopo la fallimentare alleanza con Daimler, era praticamente fallita.
Fu il primo passo di un percorso che porta nel 2014 i torinesi al controllo del 100% di Chrysler. Nasce Fiat Chrysler Automobiles che sancisce la figura di Marchionne come uno dei grandi protagonisti – sulle due sponde dell’Atlantico – dell’automobilismo mondiale.
Nonostante i riflettori, il manager italo-canadese è riuscito a mantenere uno stretto riserbo sulla sua vita privata, complice anche la scelta di mantenere in Svizzera la propria residenza.
