Una ricerca guidata da Baskaran Thyagarajan, della Scuola di farmacia dell’università del Wyoming, ha rilevato che un farmaco sperimentale a base di capsaicina (il composto che conferisce al peperoncino il suo caratteristico sapore piccante) è riuscito a determinare un calo di peso significativo e persistente e un miglioramento della salute metabolica in topi alimentati con una dieta grassa. Il composto si chiama Metabocin*, è in formato pillola e i suoi risultati sono stati presentati questa settimana a Bonita Springs, in Florida, durante il meeting annuale della Società per lo studio del comportamento alimentare (Society for the Study of Ingestive Behavior, Ssib).
Il farmaco – spiegano gli esperti – è stato disegnato per rilasciare lentamente il suo principio attivo nel corso della giornata, così da svolgere la sua azione dimagrante senza causare infiammazione o altri effetti collaterali.
Il bersaglio sono i recettori Trpv1, abbondanti nell’adipe: accendendo questi “interruttori molecolari“, le cellule del grasso bianco iniziano a bruciare energia invece di immagazzinarla, meccanismo che in teoria determina perdita di peso.
Sottoposti alla terapia per 8 mesi, i topi su cui è stato testato il farmaco sono dimagriti e stanno mantenendo il calo ponderale senza eventi avversi.

Gli autori ricordano però che nonostante i suddetti effetti benefici dimostrati, “mangiare più piccante non servirebbe” a dimagrire. “La maggior parte della capsaicina contenuta negli alimenti non viene bene assorbita dall’organismo, quindi non produrrebbe un effetto dimagrante“, a differenza del composto presente nella nuova pillola, specificamente modificato per il corretto assorbimento e un rilascio prolungato.