La stagione dei monsoni 2018 è arrivata nel sud-ovest degli Stati Uniti. Niente di più simile ad “Armageddon” di un muro di sabbia lungo diversi chilometri che ingoia tutto ad una velocità incredibile. Sono le scene che gli abitanti dell’Arizona si sono ritrovati a vivere negli ultimi giorni. La colpevole è un’imponente tempesta di sabbia lungo il confine di un forte complesso di temporali.
In Arizona non hanno dovuto fare i conti solo con la sabbia, ma anche con venti dalla forza di un uragano, grandine e piogge torrenziali. “È stato uno di quei giorni in cui abbiamo avuto tutto. C’era grandine, vento, alluvioni, sabbia”, ha raccontato Brandon Wright, meteorologo di Weather Channel, in riferimento al 9 luglio scorso.
L’enorme tempesta di sabbia su Phoenix di quel giorno è stata definita come epica, se non addirittura storica. Il muro di sabbia a volte ha raggiunto un’altezza di 1,6 km e ha viaggiato per oltre 320 km, in un percorso dal deserto dell’Arizona alla California sudorientale. In media, le tempesta di sabbia si esauriscono dopo 40/80 km. Secondo la meteorologa Bianca Hernandez, è probabilmente tra le prime due tempeste più grandi in Arizona, simile a quella del 2011, che sembrava aver ingoiato la città.

Il 9 luglio scorso, anche il fotografo Jesse Watson si è diretto nel deserto per scattare delle foto alla tempesta in arrivo, che ha definito come la più grande che abbia mai visto. Con le immagini scattate, ha messo insieme il bellissimo timelapse che vi riproponiamo in fondo all’articolo. Ha dichiarato di aver scattato 800 foto e di aver guidato per gli oltre 300 km della tempesta, fermandosi a scattare foto finché la tempesta non lo raggiungeva e poi fuggendo in auto in avanti per ripetere lo stesso processo.
L’Arizona non è nuova alle tempeste di sabbia, ma questa è stata superiore anche ai suoi standard. Le piogge sono arrivate fino a nord di Las Vegas. Le condizioni meteorologiche avverse hanno portato al ritardo o alla cancellazione di oltre 300 voli al McCarran International Airport.
Ogni estate, un vento di stagione da sud spazza il deserto con un’umidità monsonica che innesca tempeste di sabbia. Mentre la maggior parte rimane scarsa, alcune diventano devastanti, come nell’ultima occasione.