Un’estate di temperature estreme quella del 2018, che continua a far registrare ondate di caldo record in tutti e 4 i continenti che occupano l’emisfero settentrionale.
Lunedì 23 luglio, il Giappone ha registrato una temperatura mai raggiunta prima sullo stato dalle registrazioni avviate nel 1800. Kumagaya, città a 65 km da Tokyo, ha raggiunto i 41,1°C nel bel mezzo di un’ondata di caldo che persiste da diverse settimane e che ha ucciso almeno 116 persone.
Le temperature estreme hanno colpito anche altri Paesi dell’Asia orientale: le Coree del Nord e del Sud hanno stabilito record di caldo con temperature di 40°C.

Il Regno Unito si sta avviando verso una delle estati più caldi della sua storia: al momento è a solo 0,1°C dalla temperatura media della stagione estiva più calda di sempre sullo stato, 21°C nel 1976. L’ondata di caldo è in atto, con un’allerta di livello 3 emanata per gran parte dell’Inghilterra meridionale e orientale.
Nel deserto del Sahara, sicuramente non nuovo a temperature soffocanti, un nuovo record è stato stabilito il 5 luglio a Ouargla, in Algeria: 51,3°C hanno segnato la temperatura più alta mai registrata sul continente africano, secondo l’Organizzazione Meteorologica Mondiale.
Negli Stati Uniti, a luglio le ondate di caldo si sono estese da nord-est a sud-ovest. Un eccezionale periodo di caldo a Dallas-Fort Worth ha portato 4 giorni consecutivi di massime da record di 42-43°C. Il mese di luglio ha visto 41 record di caldo stabiliti negli Stati Uniti, ma nessun primato di temperature minime. Questo conteggio così sbilanciato è diventato la norma, a causa dei cambiamenti climatici che stanno facendo pendere la bilancia verso temperature più calde.
Questo è il cambiamento climatico
“Gli effetti del cambiamento climatico non sono più leggeri. Li stiamo vedendo in tempo reale sotto forma di ondate di caldo senza precedenti, alluvioni, siccità e incendi. E li abbiamo visti tutti in questa estate”, afferma Michael Mann, climatologo e direttore dell’Earth System Science Center della Penn State University.
Ricordate la serie di terribili tempeste di neve che ha colpito il nord-est degli Stati Uniti tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera che avevano fatto pensare a qualcuno: “Cos’è successo al riscaldamento globale?”. Eccolo. Anche se farà ancora freddo in inverno e ci saranno ondate di freddo più forti del normale, il caldo ritornerà e le estati saranno sempre più calde.
Il 2018 è l’anno de La Niña (il raffreddamento delle acque del Pacifico durante La Niña tende a raffreddare il pianeta) più caldo mai registrato e con El Niño (che riscalda il Pacifico) in avvicinamento, la situazione non potrà che essere ancora più calda.