Una nuova dose di tre pillole in una potrebbe trasformare il modo di curare l’ipertensione nel mondo. Il George Institute for Global Health ha condotto una sperimentazione che ha svelato che la maggior parte dei pazienti (70%) raggiungeva gli obiettivi della pressione sanguigna con la “tripla pillola ”, rispetto a poco più della metà di coloro che ricevevano la cura normale. Considerando che l’ipertensione è la causa principale di malattie nel mondo, i risultati pubblicati dalla rivista JAMA potrebbero cambiare le linee guida mondiali.
La Dott. Ruth Webster ha dichiarato che si tratta di un grande progresso, poiché la tripla pillola non è solo più efficace rispetto alle cure standard, ma è anche sicura: “Si stima che oltre un miliardo di persone nel mondo soffra di ipertensione, con la grande maggioranza che controlla poco la pressione alta. I nostri risultati potrebbero aiutare milioni di persone nel mondo a ridurre la loro ipertensione e il rischio di infarti o ictus”.

La sperimentazione è stata condotta nello Sri Lanka su 700 pazienti con un’età media di 56 anni e pressione sanguigna di 154/90 mmHg. I pazienti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere la pastiglia combinata o la cura tradizionale. La “tripla pillola” era costituita dai farmaci per la pressione telmisartan (20 mg), amlodipina (2,5 mg) e chlorthalidone (12,5 mg). Rispetto ai pazienti che ricevevano la cura tradizionale, la maggior parte dei pazienti che ricevevano la “tripla pillola” raggiungevano i loro obiettivi di pressione sanguigna di 140/90 o meno.
Il George Institute sta cercando le strategie per massimizzare l’accettazione dei risultati dello studio. Questo include esaminare l’accettabilità dell’approccio della “tripla pillola” per pazienti e dottori e il rapporto costo-efficacia, che sarà molto importante per i governi e altri contribuenti.
