Tra i laghi più belli d’Italia troviamo l’incantevole lago dell’Accesa, esteso per appena 14 ettari e profondo 50 metri. Circondato da un fitto bosco caduo di querce e lecci, questo laghetto, situato in una conca a pochi chilometri da Massa Marittima, ha una forte importanza sul piano archeologico dato che l’area che lo circonda, dal 2001, è divenuta parco tematico della civiltà etrusca per via del ritrovamento di un insediamento etrusco originario del VII-VI secolo a.C., composto da 5 quartieri e varie necropoli. Dalla forma a ferro di cavallo, con acque pulitissime, ricche di minerali, dagli effetti riposanti e calmanti, vanta numerose leggende. La più nota dice che nel luglio 1218, là dove ora sorge il lago, si trovava una verde valle coltivata, con un villaggio. Il proprietario dei terreni, detto “il Turco”, prospettando un raccolto copioso, costrinse i suoi servi a continuare la trebbiatura anche il 26 luglio, giorno della Festa di Sant’Anna, protettrice dei mietitori, da sempre dedicato alla preghiera e al riposo. Per tutta la mattina si lavorò alla battitura del grano, ma verso l’ora di pranzo il cielo si oscurò, nuvole nere si addensarono sull’Accesa, mentre tremori sconquassavano la terra. Un ciclone sconvolse le piantagioni, mentre, invano, i lavoranti cercavano di ripararsi sotto gli alberi o nelle case del villaggio. Mentre tutti gridavano per il terrore, il terreno si spaccò e si aprì una voragine in cui sprofondarono le case, i malcapitati contadini e coltivazioni. Dall’abisso si alzavano enormi lingue di fuoco che furono placate solo da una pioggia torrenziale che si scatenò sul disastro. In mezz’ora la dove c’era un’aia, le case e il frutto del raccolto, sorgeva un piccolo lago scuro che emanava qualche bagliore rossastro. La credenza popolare vuole che ancora oggi, recandosi sulle sponde del lago il 26 luglio, si possano sentire le grida dei contadini, il muggire dei buoi, gli zoccoli di cavalli in fuga dall’apocalisse scatenata in quel lontano giorno, e perfino il suono delle campane del villaggio.
