La scienziata italiana Silvia Marchesan, professoressa dell’Università di Trieste dove dirige il Superstructures Lab, è fra gli 11 i ricercatori emergenti che secondo “Nature” stanno “lasciando il segno”. Per la prestigiosa rivista scientifica questi ricercatori “hanno letteralmente il mondo ai loro piedi”. Nella ambita lista, oltre Marchesan, che si colloca al sesto posto, c’è anche un altro italiano, Giorgio Vacchiano, dell’Università Statale di Milano. E’ “un bel riconoscimento e un augurio per il futuro per la scienziata, ma anche per l’Università di Trieste e per la città stessa, Capitale Europea della Scienza 2020, che si prepara a mettere in piazza nei prossimi giorni proprio le eccellenze nelle biotecnologie, in occasione della settima edizione del festival della scienza Trieste Next 2018” scandiscono gli organizzatori della kermesse scientifica triestina che si svolgerà dal 28 al 30 ottobre a Trieste. Il riconoscimento a Marchesan arriva perchè la scienziata ha creato uno speciale idrogel, biocompatibile, quindi ben tollerato dai tessuti dell’organismo, e con proprietà antimicrobiche che sfrutta il principio della chiralità. L’articolo che descrive l’idrogel è stato pubblicato lo scorso agosto sulla rivista Chem (del gruppo Nature) e ha ricevuto così tanta attenzione dalla comunità scientifica internazionale da ottenere una posizione rilevante nella classifica di Nature, rivista leader nelle pubblicazioni scientifiche mondiali, calcolata proprio in base citazioni ottenute dal paper.
