A margine del congresso “Cities on Volcanoes (COV 10)” in programma a Napoli fino al 7 settembre, Augusto Neri, direttore della Struttura Vulcani dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), ha dichiarato che il sistema con cui l’Italia studia i vulcani e gestisce il rischio e le emergenze è un modello per molti Paesi del mondo e persino per il Giappone, i cui vulcanologi vengono nel nostro Paese per confrontarsi.
“Gran parte dell’efficacia dell’azione di riduzione del rischio vulcanico dipende dal coordinamento tra autorita’ di Protezione Civile e la comunita’ scientifica: in Italia il rapporto tra questi due sistemi e’ molto stretto e il nostro Paese e’ un modello internazionale“, spiega l’esperto. E’ fondamentale il “rapporto tra chi studia il fenomeno e chi prende le decisioni per una eventuale evacuazione o per mitigare il rischio, dal momento che molto spesso i fenomeni vulcanici possono essere molto rapidi ed essere sorgente di rischio immediato e inatteso, che richiede interventi tempestivi“. “Abbiamo ricevuto la visita di una delegazione del governo giapponese che e’ venuta a vedere come l’Ingv studia i vulcani e come il Dipartimento di Protezione Civile mette a punto i piani di mitigazione del rischio, e la stessa cosa hanno fatto pochi giorni fa i vulcanologi del Guatemala, dove c’e’ un enorme bisogno di personale scientifico e tecnico per studiare i vulcani“.
Vulcani, rischi ed emergenze: l’Italia un modello per studio e gestione
AFP/LaPresse
