Napoli è la terza città d’Italia per popolazione con i suoi 963.000 residenti: soltanto Roma e Milano ne hanno di più. Eppure il Sindaco del capoluogo partenopeo non ha capito nulla del sistema di Allerta Meteo nazionale, adottato dalla protezione civile: dopo l’ondata di maltempo di ieri, infatti, stamattina De Magistris in apertura della seduta del consiglio comunale ha duramente attaccato la protezione civile dicendo che “Il Paese crolla e chi dovrebbe metterci in condizione di prevedere non è in grado di fornire indicazioni tali da prevedere tutto. Quello che è accaduto ieri era nell’ambito di un’ordinaria criticità di allerta gialla“. De Magistris ha parlato di “terremoto atmosferico” e “danni da bilancio di un terremoto: una persona deceduta, feriti, crolli, sradicamenti di alberi“. Il primo cittadino ha ricordato che l’allerta meteo, per quanto riguarda la zona 1 nella quale rientrano Napoli e provincia, era di livello giallo: “Credo che quello che è accaduto ieri pomeriggio superava di gran lunga l’allerta gialla. Lo dico da un punto di vista empirico, non siamo scienziati o persone preposte a fare queste valutazioni“.
Evidentemente il Sindaco di Napoli non ha mai letto gli “Scenari di evento per fenomeni idrogeologici ed idraulici” che ogni primo cittadino dovrebbe conoscere a memoria. L’allerta gialla non ha nulla di “ordinario” e non va mai sottovalutata. Infatti l’allerta gialla prevede proprio quello che è successo ieri a Napoli:
- Localizzati danni ad infrastrutture, edifici e attività antropiche interessati da frane, da colate rapide o dallo scorrimento superficiale delle acque.
- Localizzati allagamenti di locali interrati e talvolta di quelli posti a pian terreno prospicienti a vie potenzialmente interessate da deflussi idrici.
- Localizzate e temporanee interruzioni della viabilità in prossimità di piccoli impluvi, canali, zone depresse (sottopassi, tunnel, avvallamenti stradali, ecc.) e a valle di porzioni di versante interessate da fenomeni franosi.
- Localizzati danni alle coperture e alle strutture provvisorie con trasporto di tegole a causa di forti raffiche di vento o possibili trombe d’aria.
- Rottura di rami, caduta di alberi e abbattimento di pali, segnaletica e impalcature con conseguenti effetti sulla viabilità e sulle reti aeree di comunicazione e di distribuzione servizi.
- Danni alle colture agricole, alle coperture di edifici e agli automezzi a causa di grandinate.
- Localizzate interruzioni dei servizi, innesco di incendi e lesioni da fulminazione.
Occasionale ferimento di persone e perdite incidentali di vite umane.

De Magistris, piuttosto, dovrebbe pensare al degrado e all’abbandono del verde pubblico di cui il Comune di Napoli ha certamente pesanti responsabilità: la morte del piccolo Davide si sarebbe potuta evitare non certo con un’allerta meteo di colore diverso, ma con l’opportuna cura e manutenzione del verde cittadino.