“Inaccettabile continuare a contare i morti“, “le questioni ambientali hanno perso centralità nel dibattito politico e culturale del nostro Paese“: lo ha dichiarato l’urbanista Sandro Simoncini, docente alla Sapienza e presidente di Sogeea. In questo caso “sono le regioni del Sud, in particolare la Calabria e la Sicilia, a registrare le maggiori criticità, ma è il territorio italiano nel suo complesso a evidenziare una fragilità estrema e diffusa“. L’esperto sottolinea “con forza“, e “ancora una volta“, come “non sia il singolo fenomeno meteorologico in sé a creare il problema, per quanto possa manifestarsi in modo intenso e improvviso, ma la capacità di un territorio di assorbirne gli effetti“.
“Non è la natura a provocare i morti, ma le scelte urbanistiche, infrastrutturali ed edilizie operate dagli uomini“. Il motivo andrebbe ricercato nella “perdita di centralità nel dibattito politico e culturale del nostro Paese” delle questioni ambientali, basti pensare, “a come sono state sistematicamente squalificate le più recenti consultazioni referendarie o al modo in cui è stata lasciata morire la legge per il contrasto al consumo del suolo“. “Se qualcosa si muove, ad esempio a Genova con le opere che stanno interessando letti e argini dei corsi d’acqua che attraversano la città, lo si deve all’iniziativa della singola amministrazione e non a un piano nazionale di lungo respiro“.
“Anche noi cittadini dobbiamo fare un salto di qualità da questo punto di vista: non possiamo prendere posizione riguardo ai cambiamenti climatici globali e poi far finta di nulla quando dietro casa eliminano la piantumazione di una collina o impermeabilizzano l’ennesima porzione del nostro quartiere“. “Il pensiero che il 90% dei Comuni italiani è quotidianamente esposto a rischi idrogeologici dovrebbe farci tenere sempre la guardia alta“.
Maltempo, alluvione in Calabria. L’esperto: “Inaccettabile continuare a contare i morti, siamo incapaci di vivere adattandoci alla Natura”
Francesco Mazzitello/LaPresse
