Ricercatori della Washington University e della Northwestern University hanno sviluppato un dispositivo impiantabile e biodegradabile che indirizza impulsi elettrici ai nervi periferici danneggiati, aiutandoli a ricrescere e a recuperare le funzioni più rapidamente: i risultati dello studio sono stati pubblicati su Nature Medicine.
Come noto, a differenza dei neuroni nel cervello e nel midollo spinale, i nervi che si trovano in braccia, gambe e busto possono rigenerarsi se danneggiati: la stimolazione elettrica determina il rilascio di proteine che aiutano le cellule nervose a guarire più velocemente.
Il dispositivo, testato sui ratti, rimane operativo per due settimane prima di degradarsi completamente nel corpo, ma variandone composizione e spessore potrebbe avere maggiore durata.
I ricercatori hanno condotto esperimenti per un’ora al giorno, fornendo impulsi elettrici per uno, tre o sei giorni oppure non usandoli per nulla, e poi monitorando la guarigione nelle successive dieci settimane: la stimolazione elettrica si è dimostrata utile di per sé, e gli animali stimolati per più giorni sono risultati i più reattivi al recupero.
Medicina: sviluppato il primo dispositivo biodegradabile che ripara i nervi
