Prima di morire Stephen Hawking ha dato alla luce l’ultima delle sue opere divulgative che oggi può quasi essere considerata un “libro-testamento”. Nel testo pubblicato postumo, dal titolo Brief Answers to the Big Questions (Risposte brevi a domande serie), il fisico britannico teorizza un futuro prossimo nel quale superuomini in grado di azzerare i propri limiti biologici grazie all’ingegneria genetica, avranno la meglio sul resto della razza umana e saranno inoltre in grado di colonizzare lo spazio. I contenuti del libro, pubblicato oggi nel Regno Unito, sono stati anticipati dal Sunday Times.

Hawking si sofferma sulla necessità di vigilare sull’evoluzione dell’intelligenza artificiale, che “in futuro potrebbe sviluppare una propria volontà indipendente, in conflitto con la nostra”. Le armi intelligenti, secondo lo scienziato, hanno potenziali pericolosissimi e il loro sviluppo deve essere frenato, soprattutto alla luce di un possibile episodio come quello del flash crash, ovvero l’inaspettata e repentina spirale al ribasso causata da un ordine verosimilmente errato, che nel 2010 fece crollare l’indice Dow Jones e di conseguenza tutto il mondo finanziario.
Proseguendo di questo passo, secondo Hawking, potrebbero bastare circa mille anni perché la vita sulla Terra sia resa impossibile da una guerra nucleare o da calamità naturali dovute ai cambiamenti climatici e al riscaldamento globale. “Per allora, però, la nostra ingegnosa razza avrà trovato un modo per superare i limiti arcigni della Terra e sopravvivere al disastro”. Gli esseri umani che ne usciranno intatti saranno però solo i “superuomini”, ovvero coloro il cui corredo genetico è stato migliorato e modificato. “Non abbiamo tempo di aspettare che l’evoluzione darwiniana ci renda più intelligenti e migliori per natura” conclude il compianto ricercatore.
A sopravvivere sarà dunque solo una “casta“, ovvero un gruppo ristretto di persone che, attraversate indenni le catastrofi che si abbatteranno sulla Terra, dovranno poi fare i conti con disordini politici e nuove dinamiche sociali. Probabilmente potrebbe anche rendersi necessario abbandonare il nostro Pianeta per mettersi in salvo. Gli alieni, ovvero forme di vita intelligente che finora non sono state individuate, spiega Hawking, potrebbero essere già “la fuori”, da qualche parte nello Spazio, in attesa del momento più propizio per palesarsi. In ogni caso, una collisione con un asteroide e i cambiamenti climatici sono secondo il fisico britannico le due principali minacce al futuro dell’umanità. “Gli effetti di entrambi potrebbero rendere il nostro clima simile a quello di Venere, con temperature di 250 °C“.