Il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha fatto il punto della situazione con l’Assessore alla Protezione Civile Gianpaolo Bottacin e i tecnici che, da ieri mattina, monitorano ora dopo ora l’evolversi della situazione. In particolare, è stato compiuto un esame rispetto alle zone più colpite.
In provincia di Belluno, a Cortina (Alverà, torrente Bigontina) con rischio esondazione e rilevanti interventi in corso da parte della regione (Genio Civile e U.O.Forestale). In Agordino diffusi smottamenti e colate detritiche che hanno interessato anche la viabilità tra cui la SR Agordina che è stata riaperta al traffico nella mattinata odierna a seguito dell’intervento di Veneto Strade. In Val di Zoldo chiusura della viabilità di accesso per allagamenti, anche nel Feltrino allagamenti diffusi. Chiusi due ponti sul Piave (Belluno e Quero Vas) a scopo precauzionale In provincia di Vicenza ancora isolati Laste Basse, Pedomonte e Posina con l’evacuazione di alcuni abitazioni, strade provinciali di collegamento con il trentino attualmente ancora interrotte. I livelli dell’Astico restano elevati.
In provincia di Verona si evidenziano livelli alti dell’Adige che ha superato la seconda soglia di guardia. In Provincia di Treviso la portata del Piave ieri sera ha raggiunto 1.400 mc/s alla traversa di Busche per decrescere fino a 650 nella notte e fino alla mattinata odierna (valori ancora non preoccupanti al momento) – Livello di guardia per le golene sopra i 1.600 mc/s. Attenzionata la possibile futura piena del fiume Livenza per la quale si è costantemente in collegamento con il Dipartimento Nazionale di PC e la Regione Friuli Venezia Giulia In provincia di Venezia oltre alla marea eccezionale prevista per oggi (intorno alle 14.00, previsti 150 cm), attenzionato per i prossimi giorni la parte terminale del Piave, del Livenza e del Tagliamento In provincia di Padova particolarmente attenzionati i livelli del Brenta e del Muson dei Sassi, mentre in provincia di Rovigo non vi sono segnalazioni di situazioni critiche.
“La mia preoccupazione maggiore riguarda il Piave, con il rischio del ritorno della ‘piena storica’“, ha dichiarato il presidente del Veneto, Luca Zaia, durante l’incontro nella sede della Protezione civile regionale, a Marghera. Il riferimento e’ ai modelli idraulici elaborati dal prof. Luigi D’Alpaos, dell’Universita’ di Padova, in base ai quali il fiume Piave presenta ogni 100 anni una ‘piena storica’ rispetto alla condizione di ‘quasi secca’ attuale; l’ultimo episodio risale all’alluvione del 1966 “e dopo 52 anni c’e’ sempre il rischio e un anno di meno nelle probabilita’ che si ripresenti. Con le condizioni meteorologiche di questi giorni siamo i livelli della ‘tempesta perfetta’“.
“Stanotte per un metro l’Adige non e’ straripato a Verona. I modelli matematici hanno funzionato“, prosegue Zaia. “Siamo in quella situazione, c’e’ lo stesso scirocco, ma non ci sono state nevicate in quota, quindi non c’e’ neve che possa scendere dalle montagne. In questi anni abbiamo costruito bacini di laminazione, abbiamo messo in sicurezza gli argini, abbiamo migliorato la comunicazione. Oggi e’ uno ‘stress test’ per capire se queste opere sono sufficienti a fronteggiare eventi estremi, anche se non ce lo auguriamo.“
