Le linee guida nutrizionali internazionali solitamente raccomandano il consumo regolare di prodotti lattiero-caseari come fonte importante di nutrienti chiave e, nei Paesi ad alto reddito, è incoraggiato il consumo di questi prodotti ma a basso contenuto di grassi come parte delle raccomandazioni generali per limitare il consumo di grassi saturi. In alcuni studi, il consumo di latticini, in particolare yogurt e formaggio, è stato associato ad una minore incidenza di diabete di tipo 2. Ma si tratta di risultati contraddittori che lasciano aperto il dibattito.
Il Force Consortium è stato istituito dai ricercatori di Europa, Nord America, Australia ed Asia per esaminare le relazioni tra i biomarcatori degli acidi grassi e le malattie. I biomarcatori sono molecole del corpo che possono essere misurate in maniera accurata e costante e che agiscono come indicatori del consumo alimentare. I biomarcatori dei grassi dei prodotti lattiero-caseari offrono la possibilità di analizzare le associazioni tra consumo di latticini e diabete di tipo 2 in ampie popolazioni.
Combinando i risultati di tutti e 16 gli studi, è emerso che le concentrazioni più alte dei biomarcatori dei prodotti lattiero-caseari erano associate al minor rischio di sviluppare la malattia. Il rischio inferiore era indipendente da altri importanti fattori di rischio per il diabete di tipo 2, come età, sesso, etnia, stato socioeconomico, attività fisica e obesità. Per esempio, il quinto dei partecipanti con le concentrazioni maggiori aveva una riduzione del rischio di diabete di circa il 30% rispetto al quinto dei partecipanti con le concentrazioni più basse.

