Scosse in Sicilia, Catania trema: torna la paura e il ricordo, dal Terremoto di Sant’Agata a quello della Val di Noto

A Catania la terra ha tremato con forza nella notte: la paura per il terremoto magnitudo 4.8 ha riportato alla memoria secoli e secoli di eventi sismici tragici.
Il 4 febbraio 1169, la città etnea, l’intera costa della Sicilia orientale e la Calabria meridionale furono travolte da un evento catastrofico: la scossa raggiunse il X grado della scala Mcs, 6.6 Richter e l’epicentro fu individuato nel mare Ionio lungo la costa tra Catania e Siracusa. Morirono 15mila persone, la quasi totalità della popolazione (20mila considerando le cittadine vicine cioè i paesi principali della provincia e le città del Val di Noto, della Piana di Catania e della Val Demone). Catania, Lentini, Modica e Piazza Armerina vennero rase al suolo. Secondo alcune fonti, si verificò anche un’eruzione dell’Etna con crollo parziale del versante orientale. Anche Messina subì danni per un maremoto che colpì principalmente le coste ioniche della Sicilia risalendo per circa 6 km il corso del fiume Simeto. La furia delle acque distrusse il villaggio di Casal Simeto che non venne mai più ricostruito. Il terremoto del 1169 è anche noto come “Terremoto di Sant’Agata” perché perse la vita un elevato numero di fedeli e del clero catanese sotto il crollo della Cattedrale di Sant’Agata mentre era in corso una funzione religiosa alla vigilia della festa di Sant’Agata che ricorre il 5 febbraio (la cosiddetta “Messa dell’aurora”).

Il 3 ottobre 1624 Catania fu colpita da un terremoto (VIII Mcs, 5,6 Richter) con effetti distruttivi a Mineo.
Il 10 marzo 1669 un evento importante, seguito all’eruzione dell’Etna, con effetti distruttivi nel catanese in particolare a Nicolosi e preceduto da eventi sismici distruttivi il 25 febbraio e l’8 marzo.
L’11 gennaio 1693 un sisma investì le province di Siracusa, Catania, Enna, Messina, Caltanissetta, Agrigento, Palermo: uno sciame sismico, iniziato il 9 gennaio,  culminò con terremoti di intensità 7.7 della scala Richter e interessando l’intera Sicilia, Calabria e isola di Malta, l’intera costa ionica siciliana. Il “Terremoto del Val di Noto del 1693“, avvierà in fase di ricostruzione la realizzazione delle “città nuove” e la diffusione del barocco siciliano.
Il 20 febbraio 1818 (IX Mcs, 6.0 Richter) si verificò poi la scossa con epicentro ad Aci Sant’Antonio, che devastò il Catanese, le falde dell’Etna e i paesi della costa dello Ionio.
L’11 gennaio 1848 un terremoto (VIII Mcs, 5.6 Richter) fu avvertito in tutta la Sicilia e a Malta con epicentro nel golfo di Catania. Danni ad Augusta, la città più colpita, a Siracusa e a Catania.