Era il 24 novembre 1991 quando a Londra si spegneva per sempre la personalità e la voce di una delle più grandi star della musica degli anni ’70 e ’80. Nella sua casa di Earls Court, Freddie Mercury, membro fondatore dei “Queen“, veniva stroncato dalla malattia che aveva segnato gli ultimi anni della sua vita: l’AIDS. La celebrità ebbe per anni una vita sessuale estrema, all’insegna della massima libertà e senza alcun freno. Dopo aver contratto il virus dell’AIDS Mercury cambiò completamente vita, dicendo addio agli eccessi e ritirandosi a vita privata nella sua villa di Kensington. Gli unici con i quali aveva contatti costanti erano pochissimi amici e i suoi amati gatti.

Il noto musicista britannico scoprì di essere affetto dalla malattia nel 1987. Da quel momento solo i suoi amici più intimi riuscirono a continuare a far parte della sua vita. Tra questi Mary Austin e il suo ultimo amante Jim Hutton, ufficialmente presentato al mondo come il suo giardiniere. Che la malattia fosse grave e che non avesse possibilità di scampo era noto fin dall’inizio, ma Freddie si dedicò anima e corpo al proprio lavoro, quasi come se questo potesse dargli protezione rendendolo ‘immortale’. Smise di fare musica solo quando le forze non gli permisero più di reggere i ritmi. Decise di non rivelare subito alla band il proprio stato di salute e ovviamente lo stesso fece con il suo pubblico, che lo seguiva e lo amava come se fosse una divinità.