Le autorità della California del nord riportano che la lista dei dispersi è ora aggiornata con 1.011 nomi, nonostante questo non significhi che siano davvero tutti dispersi. È definita una “lista dinamica”, che fluttua in alto e in basso. La popolazione è invitata a controllarla e ad informare le autorità di ciò che sa sulle persone in essa contenute. Negli incendi dello scorso anno nel nord dello stato, le autorità avevano conteggiato oltre 2.000 persone nella lista: alla fine le vittime ufficiali sono state 44.
Nel frattempo il Camp Fire è contenuto al 45%. L’incendio che ha distrutto la città di Paradise ha provocato 71 vittime, considerati gli ultimi 8 corpi ritrovati, e ha distrutto 9.700 case, 144 palazzi e incenerito 575km². A partire da martedì 20 novembre, sull’area è atteso l’arrivo della pioggia che potrebbe sì aiutare i vigili del fuoco ad estinguere le fiamme prima di quanto previsto, ma che complicherebbe anche gli sforzi delle decine di team che stanno cercando resti umani tra cenere e detriti.

Per quanto riguarda il Woolsey Fire, l’incendio che nel sud dello stato ha ucciso almeno 3 persone, il contenimento delle fiamme è salito al 78% dei 396km² inceneriti a ovest di Los Angeles. Anche il numero degli edifici distrutti è aumentato, arrivando a 713 edifici, la maggior parte dei quali sono case, e oltre 200 danneggiati. I vigili del fuoco continuano a compiere progressi contro le fiamme e a monitorare la vegetazione non bruciata, mentre le squadre di emergenza lavorano per ripristinare i servizi pubblici. Continua anche la ripopolazione dell’area, nonostante alcune aree rimangano inaccessibili a causa di pericoli che vanno da pali della luce in fiamme a condutture di gas compromesse e strade distrutte.
Decine di persone sono ancora ricoverate a una settimana dallo scoppio del Camp Fire, l’incendio più letale dell’ultimo secolo per lo stato. La maggior parte dei pazienti ha ustioni sul 20-50% del corpo. Tra i feriti anche 3 vigili del fuoco. In alcuni dei centri di emergenza allestiti per ospitare gli evacuati del Camp Fire, la diffusione del norovirus ha portato al ricovero di 25 persone, inclusi operatori presso i rifugi. Mentre le autorità cercano di bloccare la diffusione della malattia, il numero di contagiati aumenta. Il norovirus, che si diffonde solitamente quando le persone sono a stretto contatto, è molto contagioso e può provocare diarrea, febbre e dolori.
Sul fronte delle cause del Camp Fire, l’ex capo della polizia di Chico e Oroville, insieme alla moglie, ha fatto causa alla Pacific Gas & Electric Co. incolpandola del devastante incendio in cui ha perso la casa come molti altri suoi familiari. Si tratta della seconda accusa ricevuta dalla compagnia per la cattiva gestione delle sue attrezzature. Non è stata identificata alcuna causa ufficiale al momento, ma la compagnia ha dichiarato di aver avuto un blackout su una linea di trasmissione intorno al luogo e al momento dello scoppio dell’incendio. Il Presidente Trump ha, invece, ribadito le sue idee sulla responsabilità della presunta cattiva gestione delle foreste in California. Alla vigilia della sua visita nei luoghi devastati dal fuoco, Trump ha dichiarato che forse il cambiamento climatico “contribuisce un po’, ma il grande problema che abbiamo è la gestione”. “Serve una gestione e non lo sto dicendo in modo negativo, ma positivo. Sto solo dicendo i fatti”, ha aggiunto.