Maltempo, Coldiretti Puglia: sradicati 7mila ulivi, danni per 25 milioni

Sono quasi 7mila gli ulivi, anche secolari, strappati dal vento, sradicati o spaccati in due, strutture e muretti ridotti in pezzi, canali esondati e distrutti dalla violenza dell’acqua e del vento, serre e impianti fotovoltaici abbattuti, tendoni di uva da tavola e da vino demoliti, ortaggi in asfissia e marciti, animali nella migliore delle ipotesi scappati per le recinzioni divelte o morti a causa del crollo delle strutture e degli allagamenti. Il danno stimato ammonta a circa 25 milioni di euro“: è il resoconto del presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia, illustrato alla task force sull’emergenza maltempo in occasione dell’Assemblea elettiva della Coldiretti a Roma, la più grande organizzazione degli agricoltori in Europa. Trombe d’aria e bombe d’acqua hanno colpito soprattutto le province di Brindisi, Taranto e Lecce, pur senza risparmiare anche le province di Bari e Bat. “Il maltempo – sottolinea la Coldiretti – ha colpito le campagne lungo tutta la Penisola dalla Sardegna, colpendo duramente l’agricoltura pugliese, dopo un autunno asciutto in cui a settembre sono cadute addirittura il 61% in meno di precipitazioni rispetto alla media storica, con i terreni secchi che hanno amplificato il rischio idrogeologico con danni strutturali ad edifici e alla viabilità“. “Non bastavano le gelate che hanno colpito a febbraio e marzo le province di Bari, BAT e Foggia, e le grandinate violente dei mesi successivi, la Xylella a Lecce, ora anche la straordinaria ondata di maltempo su Brindisi e Taranto – conclude Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia – ha completato un quadro disastroso. Il 2018 sarà ricordato come l”annus horribilis’ per l’olivicoltura pugliese che conta i danni di un clima ostile e impietoso e di calamità naturali di gravità incalcolabili. La stima del danno ormai è salita a 1 miliardo e 600 milioni di euro, perché al crollo produttivo in termini di olive e olio va sommata la perdita del patrimonio strutturale degli ulivi. Per il ripristino del potenziale produttivo serviranno risorse ingenti e straordinarie”.