
A condurle verso di noi è la corrente stellare S1, scoperta lo scorso anno analizzando i dati raccolti dal satellite Gaia dell’Agenzia spaziale europea (Esa). Era già accaduto in passato di osservare altre correnti stellari, ma S1 è la prima ad incrociare il Sistema solare lungo il suo percorso: gli scienziati hanno precisato che non c’è alcun rischio di impatti stellari. Secondo i calcoli degli astrofisici il passaggio della ‘tempesta’ potrebbe favorire l’intercettazione degli assioni, ipotetiche particelle di materia oscura che dovrebbero essere 500 milioni di volte più leggere degli elettroni. Il fisico Pierre Sikivie sostiene che questi assioni (in presenza di un forte capo magnetico) potrebbero essere convertiti in pacchetti di luce (fotoni) visibili. , In ogni caso, il passaggio di questa ‘tempesta’ aiuterà i ricercatori a perfezionare le tecnologie per l’annosa ricerca della materia oscura.