“Non me l’aspettavo, si tratta di un provvedimento abnorme e incostituzionale”. E’ quanto dichiarato all’AdnKronos il senatore dei Cinque Stelle Gregorio De Falco, commentando la sua espulsione decisa dai probiviri del partito. “Speravo – spiega – che restasse vivo uno spazio democratico nel Movimento, che per suo statuto deve essere ispirato al metodo democratico”. “Si tratta di un provvedimento abnorme e incostituzionale – argomenta l’ufficiale della capitaneria di porto – perché incide sulla libertà di opinione e voto del parlamentare, tutelata da quella Costituzione che proprio il M5S ha difeso nel 2016 dal tentativo di manomissione del Pd di Renzi”. “Con questa decisione – conclude – si dimostra che nel M5S mentre si discute di saltare la regola del doppio mandato dall’altra parte ci si irrigidisce pensando che un parlamentare debba votare a favore della manovra senza nemmeno leggerla“.
“Nel Codice – ricorda Di Maio – c’è infatti scritto che i portavoce eletti si impegnano ‘a votare la fiducia, ogni qualvolta ciò si renda necessario, ai governi presieduti da un presidente del consiglio dei ministri espressione del MoVimento 5 Stelle’. Qualcuno dopo aver ottenuto l’elezione, ha cominciato a rinnegare regole e programmi. Qualcuno crede che per il solo fatto di essere senatore allora sia indispensabile per il Governo e per questo possa trasgredire le regole che ha firmato. Non è così. Noi siamo gente seria che rispetta gli impegni presi con i cittadini“. Con le espulsioni di oggi decise dal Movimento cinque stelle si assottiglia sempre di più la maggioranza gialloverde a palazzo Madama, dove i numeri restano ballerini e a rischio. Pallottoliere alla mano, pesa, infatti, la ‘cacciata’ dei senatori Gregorio De Falco e Saverio De Bonis, che si erano opposti al decreto sicurezza targato Salvini. Allo stato, infatti, al Senato l’alleanza M5S-Lega potrebbe avere solo un margine di 3-4 voti, spiegano le opposizioni. “Al Senato – dice il senatore di Fi Lucio Malan – la finanziaria è stata approvata con 167 voti, ma il voto sullo scostamento del pareggio di bilancio che deve passare necessariamente con la maggioranza assoluta, ovvero 161 voti, ha registrato solo 165 sì. Questo significa che la maggioranza M5S-Lega ha un margine di voti molto ristretto, di circa 3-4 voti”.

