Imperatore di Germania e re di Sicilia, Federico II fece del Mezzogiorno d’Italia, dove fondò l’università di Napoli, e della corte di Palermo, presso cui fiorì la scuola poetica siciliana, una culla di civiltà e tolleranza, al cui interno convissero la cultura latina, cristiana ed araba. Era un membro della nobile famiglia sveva degli Hohenstaufen e fu l’ultimo sovrano di questa dinastia a regnare in Sicilia. Discendeva per parte di madre dai normanni di Altavilla, fondatori del Regno di Sicilia. Appellati con diversi nomi come ‘stupor mundi’ (“meraviglia del mondo”) o ‘puer Apuliae’ (“fanciullo di Puglia”), Federico II aveva il dono di una personalità poliedrica e affascinante che già all’epoca riuscì a catalizzare su di essa l’attenzione degli storici e del popolo, dando anche vita ad una lunga serie di miti e leggende popolari, positive e negative. Il suo mito finì per confondersi con quello del nonno paterno, Federico Barbarossa. Dopo la sua morte, avvenuta a Castello di Fiorentino il 13 dicembre 1250, il figlio Manfredi, futuro re di Sicilia, in una lettera indirizzata al fratello Corrado IV scrisse: “Il sole del mondo si è addormentato, lui che brillava sui popoli, il sole dei giusti, l’asilo della pace”, ad ennesima dimostrazione del grande carisma di Federico.
