A seguito dell’eruzione dell’Etna iniziata il 24 dicembre 2018, e dello sciame sismico che ha accompagnato questo evento e perdura tuttora, nel quadro delle attività coordinate dal Dipartimento della protezione civile, i ricercatori dell’Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell’ambiente del Consiglio nazionale delle ricerche (Irea-Cnr) e delle Sezioni dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) di Catania-Osservatorio Etneo e Osservatorio nazionale terremoti di Roma hanno misurato i movimenti permanenti del terreno grazie ai radar satellitari italiani COSMO-SkyMed ed europei Sentinel-1. Sono stati evidenziati valori massimi di spostamento che superano i 30cm verso Ovest e i 50cm verso Est sulla sommità dell’Etna e, nell’area attivata dal terremoto di Magnitudo 4.9 della notte del 26 Dicembre, uno spostamento massimo verso Est di circa 13cm, ed uno verso Ovest di circa 16cm.
L’eruzione e la sequenza sismica con il mainshock finora registrato di Mw 4.9 sono stati monitorati fin dall’inizio dall’Ingv di Catania e Roma e vengono tenuti costantemente sotto controllo h24 mediante le reti sismica e geodetica. Nell’ambito delle proprie attività di monitoraggio del vulcano Etna effettuate anche tramite reti gravimetriche e magnetiche, geochimiche (flussi dei gas nel pennacchio, dal suolo e dalle fumarole), telecamere termiche e “nel campo del visibile” e con sopralluoghi sul terreno, la sede dell’Ingv di Catania – Osservatorio Etneo, in collaborazione con la sede di Roma – Osservatorio nazionale terremoti, hanno inoltre effettuato un’analisi preliminare dei dati radar satellitari relativi alla eruzione iniziata il 24 dicembre 2018 e allo sciame sismico associato, da integrare con le informazioni fornite dagli altri sistemi di monitoraggio.
Intanto ha superato il migliaio, secondo fonti della Protezione civile, il numero degli sfollati nel dopo terremoto di Santo Stefano nel Catanese, nei paesi della cintura dell’Etna. Precisamente sono 1.096 coloro che si apprestano a vivere fuori dalla loro casa la fine del 2018 e il capodanno. La maggior parte, 798 sono ospitati nei quattro alberghi con cui la Regione, tramite Federalberghi, ha stipulato una convenzione, il resto invece ha fatto ricorso a sistemazioni autonome. Un migliaio sono i sopralluoghi gia’ eseguiti a fronte di una richiesta che interessa 4 mila unita’ immobiliari. Le case dichiarate agibili sono 476, quelle inagibili 266. Sull’Etna intanto la terra continua a tremare e anche il tempo fa le bizze. Due le scosse registrate la notte scorsa con magnitudo di 2.4 gradi della scala Richter: la prima ventotto minuti dopo la mezzanotte, a otto chilometri a est di Zafferana Etnea; la seconda alle 5.50 a otto chilometri a nord di Ragalna. Le condizioni meteo sono peggiorate seriamente nelle ultime ore: oltre ai temporali è arrivato anche il freddo e sul vulcano nevica fino a bassa quota. Il tempo rimarrà pessimo per tutta la Notte di San Silvestro con bufere di neve fino ai 500–600 metri di altitudine.
Due funzionari di Regione Piemonte (Settore Sismico e Settore Protezione civile e Antincendi boschivi) e Arpa Piemonte, insieme con due volontari di Protezione civile, partiranno domani per Catania: nei Comuni interessati dall’evento sismico che ha colpito il versante sud-orientale dell’Etna dovranno garantire il supporto tecnico e predisporre le postazioni informatiche necessarie per l’utilizzo del Sistema Erikus nelle operazioni di censimento dei danni e di verifica dell’agibilità degli edifici. E’ stata così accolta la richiesta del direttore generale della Protezione civile della Regione Sicilia, condivisa dal capo del Dipartimento nazionale.
Il Sistema Erikus, ideato e gestito da tecnici della Regione Piemonte e di Arpa Piemonte anche a seguito della sperimentazione effettuata dopo i terremoti che hanno riguardato l’Italia centrale nel 2016 e 2017, è ormai diventato standard di riferimento per la gestione del censimento dei danni e la verifica di agibilità, in quanto conferisce alle prime attività il necessario supporto informativo e cartografico in grado di restituire in tempo reale gli esiti dei sopralluoghi. Vengono così notevolmente accelerate le attività di rendicontazione e programmazione degli interventi successivi all’emergenza. Nei giorni scorsi i tecnici della Regione e di Arpa che costituiscono il gruppo di lavoro specifico per lo sviluppo del sistema Erikus hanno avviato da remoto le procedure per la predisposizione degli elementi cartografici di base indispensabili alla conduzione dei sopralluoghi.
