Un tema più che mai attuale dopo la tragedia, ed è solo la più recente, dello tsunami che ha devastato, provocando, ma i dati non sono ancora aggiornati, la morte di 280 persone e il ferimento di oltre mille persone, oltre a 57 dispersi e 11mila persone rimaste senza tetto. E proprio per prevenire o fronteggiare i rischi collegati ai cambiamenti climatici e favorire soluzioni la World Bank in collaborazione con Nazioni Unite – UN Habitat, in partenariato con Airbnb, Build Academy e Global Facility for Disasters Reduction and Recovery ha promosso il concorso Resilient Homes Design Challenge. L’obiettivo? Progettare soluzioni abitative, economiche e sostenibili con un target di spesa fino a 10mila dollari. Il claim della call era proprio “Help us create resilient homes for people in some of the most vulnerable areas of the World”: aiutateci a creare case resilienti per le persone nel luoghi più vulnerabili della terra.
E tra i vincitori del concorso, con il progetto Bangladesh Arise Materials – System (Bam-S), il gruppo di lavoro coordinato dal visiting professor del Politecnico di Milano e vice direttore del Master PolisMaker Santiago Caprio (docente Universidad de Buenos Aires), dall’ingegner Andrea Galli (laureato Politecnico di Milano, PolisMaker, coordinatore didattico Master PolisMaker) e dall’architetto Marco Asciutti (laureato Politecnico di Milano, PolisMaker, collaboratore Master PolisMaker), e composto da Claudia Azzolin (Brasile), Romarie Gonzales-Burgos (Puerto Rico, corsista Master PolisMaker), Luiza Macedo (Brasile), Ivo Kieling (Brasile), Thiago Farias (Brasile), Alex Pedretti (Brasile), Samar Elsayed (Italia, corsista Master PolisMaker).
I progetti vincitori saranno invitati per una esposizione alla sede centrale della World Bank a Washington e altre sedi internazionali, e potranno essere realizzati e sperimentati nell’ambito di interventi della Banca Mondiale nel mondo.
