Un’altra diga mineraria rischia di crollare a Brumadinho, dove venerdì un bacino del complesso Corrego do Feijao del gigante minerario Vale si è aperto, ricoprendo l’area di milioni di tonnellate di fango e detriti. Trentanove persone sono state recuperate senza vita, ma altre 250 mancano all’appello e le speranze di ritrovarle vive sono deboli, soprattutto dopo che le ricerche sono state sospese anche a causa della nuova allerta. Le sirene hanno suonato alle 5.30 di domenica mattina, quando la compagnia Vale ha rivelato un pericoloso innalzamento delle acque. I soccorritori hanno subito iniziato a evacuare la popolazione nella zona a rischio vicino alla diga, che contiene almeno tre milioni di metri cubi d’acqua.

Greenpeace Brasile ha definito la rottura della diga di Brumadinho una “triste conseguenza delle lezioni non imparate dal governo brasiliano e dalle compagnie minerarie“, sottolineando che questi “non sono incidenti, ma reati ambientali che devono essere indagati, puniti e cui devono seguire riparazioni“. E almeno 10 cadaveri sono stati trovati in un pullman travolto dal fango e dai detriti a Brumadinho. Lo ha fatto sapere il portavoce dei vigili del fuoco, Pedro Aihara, citato dai media brasiliani, sottolineando che le persone nel veicolo erano dipendenti della compagnia mineraria Vale. I corpi non sono ancora stati identificati. Le vittime del disastro sono almeno 37, gli sfollati sono 81 e 23 persone sono ricoverate in ospedale, hanno riferito i vigili del fuoco. Vale ha diffuso una lista di oltre 250 dipendenti dispersi.
Ora, i vigili del fuoco impegnati nell’emergenza di Brumadinho hanno chiesto l’evacuazione di 24 mila persone, per il rischio di cedimento di un’altra diga. Entrambe sono di proprietà della compagnia mineraria Vale e oggi l’innalzamento del livello dell’acqua ha fatto scattare l’allarme per la possibile rottura di una seconda struttura, sotto monitoraggio, che si trova a una cinquantina di metri di distanza da quella crollata. “Il nostro lavoro è interamente concentrato sull’evacuazione“, ha dichiarato il portavoce dei vigili del fuoco, dal momento che l’allerta impedisce di proseguire le ricerche degli eventuali superstiti. Il bilancio ufficiale al momento è di 37 vittime, ma più di 250 i dipendenti e fornitori dell’azienda non sono reperibili.
