Il Prof. Fabrizio Pregliasco, tra i più autorevoli virologi italiani, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta da Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.
Riguardo il dibattito sulla pseudo scienza. “Proprio perché l’aspetto di comunicazione è fondamentale, c’è un elemento totalizzante. A fronte di questi 4 bimbi a Brescia, oggi c’è una tendenza a dire: è malasanità. In realtà bisogna rovesciare la questione: oggi rispetto al passato dei bimbi prematuri sottopeso nella maggior parte dei casi riescono a sopravvivere. Cambia l’approccio alla salute, quando ad esempio parliamo di pandemie come la cosiddetta febbre suina, anziché dire: è stato fatto il possibile, è stato detto: volevate vendere un po’ di vaccini in più. Si arriva a posizioni di tifoseria che in qualche modo rovinano la possibilità di confronto. In passato c’era il verbo del medico e si prendeva la pillola senza sapere neanche di cosa si trattava. Oggi invece c’è il dottor Google che è considerato più bravo del medico lì presente. Sicuramente delle colpe ci sono anche del medico, perché non è facile mettersi in gioco, comunicare nel quotidiano. Si parla di consenso informato, di alleanza terapeutica medico-paziente. Questa è la sfida del futuro, in un’ottica di utilizzo di tutti i vari i media. Sicuramente il rapporto uno a uno è il più efficace, ma magari oggi può essere fatto precedere da informazioni sullo smartphone come step preliminare”.
