Inizio Gennaio con lo spettacolo delle Quadrantidi: sarà lo sciame meteorico più bello del 2019 [INFO e DETTAGLI]

A pochi giorni dall’inizio del Nuovo Anno, il cielo ci regala subito una delle sue meraviglie: nella mattina del 4 gennaio si verificherà un breve spettacolo pirotecnico celeste. Si tratta del picco dello sciame meteorico delle Quadrantidi, tipicamente breve ma molto intenso e stupefacente al pari delle Perseidi nel mese di agosto e delle Geminidi nel mese di dicembre. La brevità del picco combinata alle condizioni invernali tipicamente meno favorevoli all’osservazione fanno sì che poche persone siano in grado di vedere le stelle cadenti di gennaio. Ma lo spettacolo vale comunque la pena di un tentativo, visto che le Quadrantidi possono produrre oltre 100 meteore all’ora. Inoltre, sarà molto probabilmente lo sciame meteorico migliore dell’anno, considerando che sia le Perseidi che le Geminidi si verificheranno in presenza della luna piena o quasi piena, che con il suo chiarore toglierà alla vista le meteore meno luminose.

Un insolito e recente sciame meteorico

Le Quadrantidi sembrano essere uno sciame meteorico molto giovane. Le osservazioni dello sciame e l’analisi delle orbite delle Quadrantidi indicano la loro origine in una disgregazione catastrofica del corpo progenitore solo diversi secoli fa. L’origine relativamente recente dello sciame ne spiega il picco breve ma intenso: le particelle di polvere non hanno ancora avuto il tempo di diffondersi in un flusso più ampio e meno denso e sono ancora concentrate in uno sciame forte e ristretto. Quindi, a differenza di altri sciami meteorici con un picco che può durare per un paio di giorni, il picco delle Quadrantidi durerà solo qualche ora. Per la NASA, il motivo della brevità del picco è dovuto anche al fatto che la Terra attraversa il “sottile flusso di particelle con un angolo perpendicolare”.

Quando e come vedere le Quadrantidi

Le Quadrantidi sono molto divertenti, ma preparatevi a svegliarli molto presto (o forse a non dormire affatto) e a trascorrere del tempo all’aperto al freddo dell’inverno. Le Quadrantidi sono uno sciame meteorico del mattino: nelle ore serali il radiante è basso a nord, quindi appariranno poche meteore. Quando il radiante sarà più alto nel cielo nelle ore del mattino, il numero di stelle cadenti visibili aumenterà. Il momento migliore per le osservazioni dello sciame meteorico sono le 2-3 ore prima dell’alba. La luna sarà assente in cielo per tutta la notte, assicurando condizioni migliori per l’osservazione.

Nel 2019, lo sciame meteorico delle Quadrantidi sarà il migliore per l’Europa da molto tempo: il picco è atteso alle 3 (ora italiana) del 4 gennaio. Trovate una località adatta all’osservazione, che sia lontana dall’inquinamento luminoso delle città che diminuisce il numero di meteore visibili. Più il cielo sarà buio, più stelle cadenti sarà possibile osservare. Anche trovare un punto che abbia una certa altitudine aiuterà nelle osservazioni. Per vedere le Quadrantidi non sono necessari binocoli o telescopi, ma solo i vostri occhi. Anche una sedia a sdraio può risultare utile, in quanto osservare il cielo stando in piedi per ore è stancante.

Il radiante delle Quadrantidi è facile da trovare poiché si trova vicino al Grande Carro, una delle costellazione più conosciute nel cielo. Tuttavia, le meteore saranno visibili in tutte le aree del cielo, non solo vicino al Grande Carro”, ha spiegato Brian Lada, meteorologo di AccuWeather.

Non dimenticate di vestirvi in maniera adeguata a causa del freddo, soprattutto se vi trovate al Centro/Sud dell’Italia, dove nei prossimi giorni è in arrivo un’ondata di gelo e neve a causa di un’irruzione d’aria artica. Portate anche qualche snack per conservare le energie e non esagerate con le bevande calde, perché in realtà aumentano la perdita di calore del corpo. E soprattutto, per godere al meglio dello spettacolo, portate qualche amico per avere una buona compagnia che renderà il tutto più divertente.

Il loro nome deriva da una costellazione che non esiste più

La maggior parte degli sciami meteorici deve il suo nome alle costellazioni dalle quali sembra irradiarsi e la stessa cosa vale per le Quadrantidi, con l’eccezione che la loro costellazione non esiste più. Il nome Quadrantidi deriva dalla costellazione Quadrante Murale, creata dall’astronomo francese Jérôme Lalande nel 1795. Questa costellazione obsoleta era localizzata tra le costellazioni di Boote e del Drago. Ma che fine ha fatto?

Per comprendere la storia del nome delle Quadrantidi, dobbiamo risalire alle prime osservazioni di questo sciame. Nel gennaio del 1825, l’italiano Antonio Brucalassi riportava che “l’atmosfera era attraversata da una moltitudine di corpi luminosi conosciuti con il nome di stelle cadenti”. Sembravano irradiarsi dal Quadrante Murale. Nel 1839, Adolphe Quetelet dell’Osservatorio di Bruxelles ed Edward C. Herrick in Connecticut proposero indipendentemente che le Quadrantidi fossero uno sciame annuale. Ma nel 1922, l’Unione Astronomica Internazionale elaborò una lista delle 88 costellazioni moderne in occasione della sua Assemblea Generale inaugurale tenutasi a Roma. La lista non includeva la costellazione del Quadrante Murale. Oggi questo sciame mantiene il suo nome dalla costellazione originale che oggi è obsoleta.

Un misterioso oggetto progenitore

Nel 2003, l’astronomo Peter Jenniskens identificò presumibilmente il corpo progenitore delle Quadrantidi con l’asteroide 2003 EH1. Con un diametro di circa 3-4km,questo corpo impiega circa 5 anni e mezzo per completare la sua orbita intorno al sole. Se fosse davvero il corpo parente delle Quadrantidi, allora questo sciame meteorico, come quello delle Geminidi, avrebbe origine da un corpo roccioso e non da una cometa ghiacciata. A sua volta, 2003 EH1 potrebbe essere lo stesso oggetto della cometa C/1490 Y1, che è stata osservata dagli astronomi cinesi, giapponesi e coreani 500 anni fa. Quindi, l’esatta storia del corpo progenitore delle stelle cadenti di gennaio (mese che ci riserva tanti altri suggestivi eventi astronomici) rimane in qualche modo un mistero.

Prepariamoci, quindi, al primo grande sciame meteorico del 2019, probabilmente il più bello dell’anno.

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