Gennaio è il primo mese dell’anno secondo il calendario gregoriano e il secondo mese dell’inverno nell’emisfero boreale (dell’estate nell’emisfero australe).
Scopriamo quali eventi astronomici ci riserva.
Il 2019 inizia con tanti suggestivi eventi astronomici, dove protagonista sarà la Luna, che il 21 sarà rossa e grande, pronta a regalare l’ultima eclissi totale visibile dall’Italia per alcuni anni. Da non perdere anche la congiunzione tra Venere e la Luna calante e le prime stelle cadenti dell’anno, le Quadrantidi.
Nel dettaglio, partiamo dalla nostra stella: il Sole si trova nella costellazione del Sagittario fino al 20, poi passa in quella del Capricorno. La durata del giorno aumenta di circa 50 minuti dall’inizio del mese.
Il 3, alle ore 06:19 ora italiana, la Terra si trova nel punto più vicino al Sole nel corso della sua orbita, il perielio (147.099.760 km). In genere si pensa che la Terra sia più vicina al Sole in estate, ma le diverse temperature che caratterizzano le stagioni non sono dovute alla distanza dalla nostra stella, bensì dall’angolo di incidenza dei raggi solari sulla superficie terrestre nel corso dell’orbita.
La Luna sarà in novilunio il 6, in Primo Quarto il 14, Piena il 21 e in Ultimo Quarto il 27. Il 9 è all’apogeo, nel punto più lontano dalla Terra lungo la sua orbita (406114 km), mentre il 21 è al perigeo (357344 km).
Il 21 gennaio 2019 il nostro satellite sarà quindi in fase di plenilunio e sarà anche molto vicino alla Terra: quindi non solo sarà una “Superluna“, sarà anche “di sangue“, cioè si tingerà di rosso, in quanto si verificherà un’eclissi. Sarà l’ultima eclissi completa visibile dall’Italia per alcuni anni. L’evento si potrà ammirare in Italia, mentre la fase totale sarà osservabile nel Nord e Sud America, in Africa e in Europa.

Congiunzioni: Luna-Venere l’1; Luna-Giove il 3; Luna-Mercurio il 4; Luna-Marte il 12; Giove-Venere il 22; Luna-Giove-Venere il 31.
In riferimento agli sciami meteorici, a gennaio sono protagoniste le Quadrantidi, chiamate anche Bootidi, in quanto il radiante (il punto dal quale sembrano provenire le meteore) è situato pochi gradi a Nord della costellazione del Bootes, il Bifolco. Il picco è atteso nella notte tra il 3 e 4 gennaio: le condizioni di osservabilità sono ottime, la luce lunare non interferirà.
Nella volta celeste, a Nord, attorno alla stella polare nell’Orsa Minore, troviamo la costellazione di Cassiopea, Cefeo, il Dragone, l’Orsa Maggiore e la Giraffa.
A est troviamo Gemelli, Cancro e Leone.
A ovest si può individuare l’Ariete, i Pesci, il quadrilatero di Pegaso e Andromeda, e vicino a quest’ultima, quasi allo zenit osserviamo Perseo.
A sudovest brilla la costellazione di Orione, accompagnato dai suoi due cani, le costellazioni del Cane Maggiore ed il Cane Minore.
Protagonista del mese rimane ancora la “cometa di Natale” 46P/Wirtanen, visibile tutta la notte: ha raggiunto il perielio il 16 dicembre ma purtroppo non è stato possibile osservarla a occhio nudo, se non in luoghi particolarmente bui. Ora si sta di nuovo progressivamente allontanando e la sua magnitudine calerà nei prossimi giorni.