Zofija Kaczan era un’anziana signora di 100 anni che era sopravvissuta all’Olocausto e che ha trovato la morte in una circostanza che fa a dir poco infuriare per i molteplici aspetti che tocca. La donna si era separata dalla famiglia durante la II Guerra Mondiale, quando a causa delle sue origini polacche era stata deportata in un campo di concentramento dal quale era riuscita a uscire viva, ma aveva ritrovato la pace con il marito quando si era trasferita in Inghilterra nel 1948. I conoscenti hanno dichiarato che non ha voluto festeggiare il suo 100° compleanno perché il giorno segnava la stessa data in cui era stata condannata a morte dai nazisti.
Una mattina, l’anziana donna si stava recando in chiesa a Normanton, sobborgo di Derby, Inghilterra, quando Artur Waszkiewicz, 40 anni, l’ha spinta a terra per sottrarle la borsetta. La donna ha riportato molteplici ferite a causa dello scippo, inclusa la rottura dell’osso del collo e di uno zigomo. Waszkiewicz aveva bisogno di un “bersaglio facile”, come lui stesso ha definito la povera donna, per poter soddisfare la sua dipendenza dell’eroina. Con le misere 20 sterline che ha rubato dalla sua borsetta è andato subito a comprare una dose di droga. La forza che ha utilizzato per strappare la borsa dal braccio dell’anziana signora le ha provocato un enorme ematoma sul braccio. Le condizioni della signora Kaczan sono peggiorate in seguito all’incidente ed è morta per polmonite. Sorprendentemente durante il processo è emerso che la signora, dal suo letto d’ospedale, aveva pregato per il suo vile aggressore, testimonianza della buona persona che era.

Tanto più che Waszkiewicz aveva cercato di nascondere le tracce nei giorni seguenti lo scippo, pulendo la sua auto, cambiando notevolmente il suo aspetto e anche i dettagli assicurativi della sua auto. Nonostante tutti i suoi sforzi di nascondersi, è stato incastrato dai video delle telecamere di sicurezza e dalle sue impronte trovate sulla borsetta dell’anziana donna. È stato trovato nascosto sotto un letto nell’abitazione della madre, dimostrando ancora una volta tutta la sua viltà.
Dopo la condanna di Waszkiewicz, una portavoce della comunità polacca di St Maksymilian Kolb, la chiesa che la povera anziana frequentava, ha dichiarato: “Ha avuto una vita molto difficile. Venendo a Derby nel 1948, aveva trovato un certo grado di stabilità e tranquillità. Quelle tranquillità fatta a pezzi dai brutali eventi del 28 maggio 2018”. Non ci sono davvero parole per esprimere tutta la rabbia e l’indignazione per le azioni di Waszkiewicz, per le loro motivazioni e per i loro tragici effetti su una donna anziana e indifesa.
