L’asteroide 2019 AQ3, scoperto il 4 gennaio, è un corpo celeste molto speciale: è il più vicino mai osservato intorno al Sole.
Secondo una ricerca pubblicata su Publications of the Astronomical Society of the Pacific dal gruppo del California Institute of Technology, l’orbita del “sasso cosmico” è più ravvicinata rispetto a quella di Venere, il secondo pianeta più interno del Sistema Solare.
Secondo i primi calcoli, impiega solo 165 giorni a compiere un’orbita completa intorno al Sole, contro i 225 di Venere, e dovrebbe avere un diametro di circa 1,6 km: l’asteroide, che non rappresenta al momento una minaccia per la Terra, ha un’orbita diversa rispetto a quella di altri corpi simili noti, come quelli che provengono dalla nube di Oort (la culla di comete e asteroidi ai confini del Sistema Solare).
La scoperta è stata effettuata dall’Osservatorio Palomar del Caltech, nell’ambito del progetto di sorveglianza degli oggetti in transito vicino al Sole “Zwicky Transient Facility“.
Attualmente sono stati scoperti solo 19 oggetti con un’orbita confinata all’interno di quella del nostro pianeta, conosciuti con il nome di asteroidi di Atira, asteroidi Apohele o Interior-Earth Objects (IEO).
La scoperta di 2019 AQ3 suggerisce la presenza di un numero significativo di oggetti rocciosi simili che viaggiano in regioni vicine alla nostra stella.
Cos’è un asteroide

Si ritiene siano i relitti della formazione del Sistema Solare, corpuscoli che non riuscirono ad essere inglobati nella formazione dei pianeti.
Il loro nome significa letteralmente “a forma di stella” o “simili a una stella” in quanto, durante il periodo in cui furono scoperti i primi asteroidi, ovvero intorno all’inizio del 1800, essi apparivano come punti luminosi, al pari delle stelle.
Nonostante esistano migliaia di asteroidi, possono essere suddivisi in tre gruppi principali a seconda della loro composizione: gli asteroidi carbonacei, i più comuni, sono corpi pietrosi neri come il carbone, gli asteroidi silicei e gli asteroidi metallici.
Gli asteroidi composti per la maggior parte di ghiaccio sono invece dette comete: alcuni asteroidi sono residui di vecchie comete, che, avendo perso il loro ghiaccio nel corso di avvicinamenti al Sole, sono composti principalmente da roccia. La sublimazione delle sostanze volatili quando la cometa è in prossimità del Sole provoca la formazione della chioma (nube o atmosfera rarefatta che si genera attorno al nucleo) e della coda (nube che si allunga dalla chioma nella direzione del vento solare).
Nel nostro Sistema Solare sono già stati numerati e catalogati oltre 600.000 asteroidi e probabilmente altre centinaia di migliaia attendono ancora di essere scoperti.
Sono invece più grandi di Cerere numerosi oggetti del Sistema Solare esterno come ad esempio Eris, Sedna e Varuna.
Gli impatti con gli asteroidi hanno un ruolo importante nella formazione dell’Universo: ad esempio si ritiene che la Luna sia nata dall’impatto con un gigantesco asteroide.
Un asteroide ha colpito la Terra circa 65 milioni di anni fa provocando la scomparsa di molte specie animali (come i dinosauri) e vegetali.
