Sono trascorsi otto anni dalla catastrofe di Fukushima e sebbene le azioni del governo giapponese per il piano di ricostruzione siano state messe in atto fin da subito, i costi proibitivi hanno rallentato tutte le operazioni in tal senso. Il terremoto-tsunami che colpì la centrale nucleare l’11 marzo 2011 costò la vita a circa 18.000 persone. Migliaia furono anche gli ‘sfollati volontari’, ai quali il governo ha tolto i sussidi due anni fa, perché considerati non più a rischio. I livello di radioattività attorno ai reattori 1, 2 e 3 della centrale atomica Daichi è rimasto alto, fino a 300 microsieverts all’ora, e la parete di ghiaccio progettata per isolare le falde acquifere dal liquido contaminato non ha funzionato find a subito a pieno regime. Dopo aver continuato a raffreddare la centrale, iniettando centinaia di tonnellate di acqua nelle vasche di contenimento, la società di gestione dell’impianto, la Tokyo Electric Power (Tepco), ha previsto di dare l’avvio al lavoro più, ovvero l’estrazione del magma radioattivo, prodotto dalla fusione del nocciolo del reattore.
La causa del disastro fu un terremoto di magnitudo 9, con ipocentro ad una profondità di 30 km. Il sisma, il più potente mai misurato dall’uomo in Giappone ed uno dei più forti di sempre da quando gli esseri umani effettuano le rilevazioni, provocò un enorme tsunami che creò estese devastazioni. L’onda di tsunami penetrò per molti chilometri nell’entroterra antistante l’epicentro, spazzando via città, paesi e villaggi. Le vittime di quel terremoto furono quasi 16.000, i dispersi oltre quattromila. Un disastro che ha lasciato una profonda ferita in Giappone e il disastro della centrale nucleare di Fukushima ne è l’esempio più eclatantee.
Secondo le stime ufficiali, almeno 3.700 persone sono decedute per problemi di salute associati al disastro. Oltre 470mila i residenti costretti ad abbandonare le loro abitazioni in prossimità della zona di evacuazione, 50mila dei quali risultano ancora sfollati. Ancora oggi nella prefettura di Fukushima molte municipalità rimangono completamente serrate dopo il meltdown dei tre reattori della centrale atomica, in quello che è considerato uno dei maggiori incidenti nucleari di sempre. I lavori di bonifica dell’impianto – che richiederanno decenni – vanno avanti con difficoltà anche a causa dell’alto livello di radiazioni presenti. Più spedito il processo di ricostruzione delle infrastrutture e strade, che il governo intende portare a termine per la fine dell’anno fiscale 2020. Il processo di rimozione del magma radioattivo all’interno della centrale gestita dalla Tokyo Electric Power (Tepco), dovrebbe iniziare invece nel 2021.
