Oggi la triste notizia è stata diffusa dalla famiglia, ultimo saluto per Jerry Merryman, l’ingegnere elettrotecnico statunitense che brevetto’ il primo modello di calcolatrice tascabile nel 1967. Il ricercatore della Texas Instruments rivoluzionò l’apprendimento e lo studio della matematica con la sua invenzione.
Merryman è morto, lo scorso 27 febbraio, in un ospedale di Dallas per le complicazioni di un’insufficienza cardiaca e renale, dopo un intervento chirurgico per un pacemaker, come ha precisato la famiglia al “New York Times” che oggi pubblica la notizia della scomparsa.
Lo sviluppo di una calcolatrice digitale portatile avvenne nei laboratori Texas Instruments nel 1967, anno in cui venne ultimato il prototipo della Cal-Tech, il cui brevetto fu registrato a nome di Jack Kilby (il futuro Premio Nobel della Fisica nel 2000 per aver realizzato il primo circuito elettronico integrato nel 1958), Jerry Merryman, e James Van Tassel.
Tre anni più tardi il progetto, si trasformò in un prodotto commerciale per opera di Canon (già partner di Texas) che avviò nella seconda metà del 1970 la produzione in serie della Pocketronic: la prima calcolatrice digitale portatile sul mercato.
All’inizio impegnata nella sola attività di produzione di componenti elettronici, Texas Instruments iniziò a costruire e vendere calcolatrici con il proprio marchio dal 1972, con la linea di modelli Datamath, la prima calcolatrice tascabile ideata da Merryman.
Il dispositivo, entrato nell’uso comune a livello internazionale nella seconda metà degli anni ’70, ha rappresentato un salto di qualità senza precedenti nel modo “di fare i conti” ma soprattutto di pensare alla matematica, favorendo un approccio più creativo e ad un livello di astrazione superiore.
La rivoluzione della calcolatrice “handheld” (palmare) ha significato l’abbandono definitivo della conta a mano, del regolo calcolatore e dei calcoli scarabocchiati a penna sul retro del quaderno, oggi tutto contenuto in un oggetto che si tende a considerare imprescindibile per lo studio o la ricerca, ma che ancora negli anni ’60 era impensabile utopia.
