Il nostro clima ha modellato la vita sulla Terra per migliaia di anni. La combinazione di atmosfera, oceani, terre, ghiaccio e la vita sul nostro pianeta che agisce sotto il potere del sole crea il clima in cui viviamo. L’atmosfera della Terra è uno strato sottile in termini relativi come la buccia di una mela, avvolto intorno al pianeta. È prevalentemente costituita da azoto e ossigeno, ma contiene anche altri gas serra, come l’anidride carbonica (CO?), che intrappolano il calore del sole e mantengono un calore sufficiente a far prosperare la vita sul pianeta. Il tutto in un equilibrio perfetto.
Il problema è che anche l’anidride carbonica generata dalle attività umane rimane intrappolata nell’atmosfera, aumentando le temperature globali e alterando quell’equilibrio necessario a mantenere il clima migliore per la vita sulla Terra. Ecco perché oggi milioni di giovani sono scesi in piazza in tutto il mondo per chiedere ai leader mondiali un futuro e un pianeta migliore in cui poter vivere e un impegno serio e concreto per salvare la Terra dai cambiamenti climatici.

Il riscaldamento ha subito un’accelerazione negli ultimi decenni, così tanto che le temperature sono aumentate di oltre 1°C rispetto all’epoca pre-industriale. Tutto è cambiato dalla metà del XVIII secolo in poi, con la scoperta di nuovi fonti di combustibili (carbone, petrolio e gas) e del motore a combustione, che ha trasformato le economie e le società. Questo aumento potrebbe sembrare piccolo, ma se continuiamo nel modo in cui stiamo vivendo ora, affronteremo un aumento di almeno 3°C in questo secolo, il che renderebbe il mondo quasi inabitabile, per non parlare dello scioglimento delle calotte polari e dell’aumento dei mari che ne deriverebbe. Quindi non possiamo permetterci di restare con le mani in mano ed è per questo che, ispirati dall’attivista svedese di 16 anni Greta Thunberg, i giovani di tutto il mondo chiedono un’azione immediata per combattere i cambiamenti climatici.
L’Accordo di Parigi del 2015 è stato un grande traguardo per il mondo con 174 Paesi che hanno firmato per un piano di azione globale per mettere il mondo sulla strada per evitare i cambiamenti climatici, limitando il riscaldamento globale al di sotto dei 2°C e perseguendo gli sforzi per limitarlo a 1,5°C. Gli esperti mondiali dichiarano che rimangono solo una dozzina di anni per contenere il riscaldamento globale ad un massimo di 1,5°C. Persino un aumento di mezzo grado centigrado in più peggiorerebbe notevolmente il rischio di siccità, alluvioni, caldo estremo e povertà per centinaia di milioni di persone.
Un mondo a 1,5°C?
Un mondo a 2°C?
Significherebbe la fine delle barriere coralline che promuovono la vita marina e proteggono le regioni costiere, la scomparsa di molte isole poco elevate nel sud del Pacifico, la desertificazione su ampie zone dell’Africa, l’aumento di carestie, malattie infettive, migrazione e moltissimi altri effetti negativi.
Eventi meteo estremi ed estinzione di massa
E se non fosse abbastanza, la combinazione del declino delle specie e del riscaldamento significherebbe avviare la Terra verso il catastrofico collasso degli ecosistemi. L’“annientamento biologico” di animali e piante selvatiche degli ultimi decenni è più grave di quanto precedentemente temuto dal momento che cambiamenti climatici, agricoltura intensiva e urbanizzazione hanno il loro costo.
Dovremmo aver paura?
Dalla paura alle azioni
La tecnologia per ridurre drasticamente le emissioni è ampiamente disponibile. Anche utilizzare le risorse naturali potrebbe avere un enorme impatto. Dovremmo mettere da parte la paura e perseguire la decarbonizzazione in maniera collettiva e urgente perché sarebbe meglio per l’economia e per la salute dei cittadini e proteggerà i nostri fragili ecosistemi. Il costo dell’energia rinnovabile sta scendendo, rendendola più realizzabile e senza enormi costi. Per tutte queste ragioni Greta Thunberg e i milioni di giovani di tutto il mondo scesi in piazza stanno facendo sentire le loro voci. “La nostra casa è in fiamme. Non voglio che siate speranzosi, voglio che abbiate paura. E poi voglio che agiate”, ribadisce Greta.
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