Quali sono le cause del singhiozzo? Può essere pericoloso? Quali rimedi funzionano? Ecco tutto quello che c’è da sapere sul fastidioso disturbo

Sapevate che un uomo ha avuto il singhiozzo per ben 68 anni? Ecco cosa sappiamo sul disturbo, come avviene, il miglior modo per bloccarlo e la correlazione con problemi di salute più seri

Capita a tutti: siamo per i fatti nostri impegnati nelle nostre faccende quotidiane quando all’improvviso il corpo si agita in maniera incontrollabile costringendoci ad emettere quel tipico quanto fastidioso e ridicolo suono: ecco arrivato il singhiozzo. E nonostante tutta la buona volontà, non sembra esserci sollievo da questa seccatura. Ma cosa sappiamo sul singhiozzo? Come avviene? Fa male? E qual è il miglior modo per bloccarlo? In questo articolo, troverete le risposte a queste e molte alte domande.

Come avviene?

Quando si parla di singhiozzo si parla inevitabilmente di muscoli, in particolare sono i muscoli del diaframma a provocarlo. Il singhiozzo può avvenire in una serie di modi diversi, ma più spesso si verifica quando si mangia o si beve troppo o troppo velocemente. Questo provoca la distensione dello stomaco, che irrita il diaframma. Il diaframma e i muscoli intercostali a questo punto si contraggono. Questo avviene normalmente quando prendiamo un respiro ed è automatico per la regolare respirazione, ma quando avviene attraverso la distensione dello stomaco, ci fa prendere un respiro molto velocemente e involontariamente.

Quando diaframma e muscoli intercostali si contraggono, i polmoni ci costringono a prendere un’altra boccata d’aria extra. Quando si fa questo senza che il cervello abbia prima dato il via libera, iniziano a sorgere i problemi. Laringe e glottide (apertura della laringe) non vogliono assolutamente avere a che fare con questa aria “extra” e si contraggono allo stesso momento. Questa contrazione blocca l’aspirazione dell’aria e anche se il corpo ci sta dicendo che ha bisogno di una grande boccata d’aria, la contrazione non ci permette di farlo. Questo significa che stiamo cercando di respirare molta aria ma non ci riusciamo. Ecco perché il corpo tende a sussultare quando abbiamo il singhiozzo. Il caratteristico suono viene prodotto quando la glottide si chiude e i polmoni non ottengono l’aria che è stata promessa loro dal diaframma.

Quanti sussulti possiamo fare e quanto può diventare pericoloso?

La maggior parte delle persone emette tra 6-7 suoni a causa del singhiozzo. Se dura più a lungo, si può arrivare a 63 sussulti. Uno dei casi più eccezionali è quello di Charles Osborne, che detiene il record per il più lungo attacco di singhiozzo conosciuto all’uomo. Ha iniziato a singhiozzare nel 1922 e non si è fermato fino al febbraio del 1990, il che significa che ha avuto il singhiozzo per ben 68 anni, per un totale di circa 430 milioni di sussulti nel corso della sua vita! Si tratta sicuramente di un record che nessuno vuole battere. Quando ha iniziato, singhiozzava circa 40 volte al minuto, anche se poi è sceso a circa la metà con l’avanzare dell’età e comunque 20 sussulti al minuto non sono ancora così piacevoli. Alla fine è stato costretto a triturare il cibo in un frullatore a causa della difficoltà di far scendere i cibi solidi nello stomaco. Fortunatamente non si tratta di qualcosa che può accadere con il singhiozzo che dura generalmente per qualche sussulto.

Potrebbe essere collegato a problemi più seri

Mangiare o bere troppo velocemente non è l’unico modo con cui è possibile avere il singhiozzo. A volte può arrivare a causa di cibi piccanti, dall’essere colti di sorpresa e persino dallo stress. Esistono anche alcune gravi malattie che possono causare il fastidio. Poiché il singhiozzo è connesso direttamente al sistema nervoso centrale, i tumori possono influenzare il diaframma, causando il singhiozzo. Inoltre, esso può arrivare anche attraverso meningite, encefalite, AIDS, problemi gastrointestinali e persino l’alcolismo. Se vi ritrovate a singhiozzare molto più a lungo del normale, fareste meglio a farvi visitare da un dottore perché potrebbe trattarsi di un problema molto serio.

Danneggia in qualche modo il corpo?

Anche se non ci sono malattie alla base o altri sintomi che causano il vostro singhiozzo, esso è comunque in grado di creare alcune preoccupazioni per la salute se va avanti per molto tempo. La maggior parte delle persone che accusa un singhiozzo prolungato soffre di stanchezza a causa della difficoltà a dormire, malnutrizione e perdita di peso a causa della difficoltà a mangiare e disidratazione. Molte persone accusano anche dolore al petto e in alcuni casi si può arrivare anche a vomitare. Anche se questi sintomi da soli non portano generalmente a gravi problemi di salute se curati, una persona che soffre di singhiozzo prolungato può sviluppare ulteriori problemi, come aritmia cardiaca, reflusso gastroesofageo e altri disturbi gastrointestinali.

Per quanto riguarda il sonno, uno studio del 1996 del Groupe Hospitalier Pitié-Salpêtrière di Parigi ha scoperto che il singhiozzo cronico rende comprensibilmente difficile prendere sonno. Tuttavia, quando una persona con il disturbo riesce ad addormentarsi ed entra nella fase REM, il singhiozzo si arresta. Gli scienziati hanno scoperto che mentre disturba il sonno, il singhiozzo non disturba la fase REM. Per qualche motivo, il cervello realizza che il singhiozzo non serve più e gli mette fine.

Chi ne soffre di più?

Gli uomini hanno una probabilità 5 volte maggiore di soffrire di gravi forme di singhiozzo rispetto alle donne. La medicina non sa spiegare l’esatto motivo, ma un cromosoma Y non è l’unico fattore di rischio per il fastidio infinito del singhiozzo. Le persone che hanno avuto di recente un intervento chirurgico all’addome, che sono state sottoposte ad anestesia generale, che soffrono di grave reflusso gastroesofageo, che hanno avuto una broncoscopia o altre procedure che coinvolgono il tubo digerente o respiratorio possono essere colpite da un attacco di singhiozzo. Quando una persona soffre di singhiozzo per natura, viene spesso curata con farmaci come la lidocaina. I dottori preferiscono trattare il disturbo per via orale, ma quando questo diventa impossibile a causa del singhiozzo stesso, avviene per via venosa. Questo non sempre funziona e i problemi possono persistere senza che i dottori sappiano perché o come fermarli.

Vecchi rimedi contro il singhiozzo

Tra i vecchi rimedi contro il singhiozzo, c’è quello immancabile di trattenere il respiro o l’essere spaventati o ancora contare fino a 10. Ma quanti di questi funzionano davvero? Molti sono semplici assurdità ma c’è un tocco di scienza in uno di essi. La cura di cui la maggior parte delle persone si fida è quella dello spavento, ma perché dovrebbe funzionare? Quando siamo spaventati, spesso prendiamo involontariamente un respiro profondo. Questo avviene in un modo diverso dal singhiozzo perché le corde vocali non si chiudono. Di conseguenza, si mette essenzialmente in moto il ritmo respiratorio e si dà nuovo impulso al sistema nervoso simpatico. Questo può ripristinare le priorità del cervello, mettendo fine al fastidioso disturbo.

Altri rimedi che colmano il divario tra scienza ed effetto placebo sono trattenere il respiro e respirare in un sacchetto. Entrambi causano un aumento di anidride carbonica nei polmoni. Quando è presente nei polmoni, l’anidride carbonica ha l’effetto di costringere il cervello a concentrare più attenzione sul ripristinare la scorta di ossigeno e meno sul singhiozzo, mettendogli così fine.

C’è un modo per prevenire il singhiozzo?

Purtroppo no. Anche se siamo a conoscenza di alcune delle cause del singhiozzo regolare, in molti altri casi che persistono oltre la norma, la causa è sconosciuta e non sapendo la causa, diventa molto difficile prevenire il problema. Ma per quanto riguarda le cose che possiamo controllare, la risposta al quesito è sì. Se il singhiozzo è scatenato dal bere troppo o troppo velocemente, è bene evitare questa abitudine. E la stessa cosa vale per il cibo: se consumate il cibo senza masticarlo adeguatamente, il consiglio è quello di tagliare il cibo e prendersi più tempo per la masticazione. Aiuterà anche a gustare di più le pietanze.