Capita a tutti: siamo per i fatti nostri impegnati nelle nostre faccende quotidiane quando all’improvviso il corpo si agita in maniera incontrollabile costringendoci ad emettere quel tipico quanto fastidioso e ridicolo suono: ecco arrivato il singhiozzo. E nonostante tutta la buona volontà, non sembra esserci sollievo da questa seccatura. Ma cosa sappiamo sul singhiozzo? Come avviene? Fa male? E qual è il miglior modo per bloccarlo? In questo articolo, troverete le risposte a queste e molte alte domande.
Come avviene?
Quando si parla di singhiozzo si parla inevitabilmente di muscoli, in particolare sono i muscoli del diaframma a provocarlo. Il singhiozzo può avvenire in una serie di modi diversi, ma più spesso si verifica quando si mangia o si beve troppo o troppo velocemente. Questo provoca la distensione dello stomaco, che irrita il diaframma. Il diaframma e i muscoli intercostali a questo punto si contraggono. Questo avviene normalmente quando prendiamo un respiro ed è automatico per la regolare respirazione, ma quando avviene attraverso la distensione dello stomaco, ci fa prendere un respiro molto velocemente e involontariamente.
Quando diaframma e muscoli intercostali si contraggono, i polmoni ci costringono a prendere un’altra boccata d’aria extra. Quando si fa questo senza che il cervello abbia prima dato il via libera, iniziano a sorgere i problemi. Laringe e glottide (apertura della laringe) non vogliono assolutamente avere a che fare con questa aria “extra” e si contraggono allo stesso momento. Questa contrazione blocca l’aspirazione dell’aria e anche se il corpo ci sta dicendo che ha bisogno di una grande boccata d’aria, la contrazione non ci permette di farlo. Questo significa che stiamo cercando di respirare molta aria ma non ci riusciamo. Ecco perché il corpo tende a sussultare quando abbiamo il singhiozzo. Il caratteristico suono viene prodotto quando la glottide si chiude e i polmoni non ottengono l’aria che è stata promessa loro dal diaframma.
Quanti sussulti possiamo fare e quanto può diventare pericoloso?

Potrebbe essere collegato a problemi più seri
Mangiare o bere troppo velocemente non è l’unico modo con cui è possibile avere il singhiozzo. A volte può arrivare a causa di cibi piccanti, dall’essere colti di sorpresa e persino dallo stress. Esistono anche alcune gravi malattie che possono causare il fastidio. Poiché il singhiozzo è connesso direttamente al sistema nervoso centrale, i tumori possono influenzare il diaframma, causando il singhiozzo. Inoltre, esso può arrivare anche attraverso meningite, encefalite, AIDS, problemi gastrointestinali e persino l’alcolismo. Se vi ritrovate a singhiozzare molto più a lungo del normale, fareste meglio a farvi visitare da un dottore perché potrebbe trattarsi di un problema molto serio.
Danneggia in qualche modo il corpo?
Per quanto riguarda il sonno, uno studio del 1996 del Groupe Hospitalier Pitié-Salpêtrière di Parigi ha scoperto che il singhiozzo cronico rende comprensibilmente difficile prendere sonno. Tuttavia, quando una persona con il disturbo riesce ad addormentarsi ed entra nella fase REM, il singhiozzo si arresta. Gli scienziati hanno scoperto che mentre disturba il sonno, il singhiozzo non disturba la fase REM. Per qualche motivo, il cervello realizza che il singhiozzo non serve più e gli mette fine.
Chi ne soffre di più?
Gli uomini hanno una probabilità 5 volte maggiore di soffrire di gravi forme di singhiozzo rispetto alle donne. La medicina non sa spiegare l’esatto motivo, ma un cromosoma Y non è l’unico fattore di rischio per il fastidio infinito del singhiozzo. Le persone che hanno avuto di recente un intervento chirurgico all’addome, che sono state sottoposte ad anestesia generale, che soffrono di grave reflusso gastroesofageo, che hanno avuto una broncoscopia o altre procedure che coinvolgono il tubo digerente o respiratorio possono essere colpite da un attacco di singhiozzo. Quando una persona soffre di singhiozzo per natura, viene spesso curata con farmaci come la lidocaina. I dottori preferiscono trattare il disturbo per via orale, ma quando questo diventa impossibile a causa del singhiozzo stesso, avviene per via venosa. Questo non sempre funziona e i problemi possono persistere senza che i dottori sappiano perché o come fermarli.
Vecchi rimedi contro il singhiozzo
Altri rimedi che colmano il divario tra scienza ed effetto placebo sono trattenere il respiro e respirare in un sacchetto. Entrambi causano un aumento di anidride carbonica nei polmoni. Quando è presente nei polmoni, l’anidride carbonica ha l’effetto di costringere il cervello a concentrare più attenzione sul ripristinare la scorta di ossigeno e meno sul singhiozzo, mettendogli così fine.
C’è un modo per prevenire il singhiozzo?
Purtroppo no. Anche se siamo a conoscenza di alcune delle cause del singhiozzo regolare, in molti altri casi che persistono oltre la norma, la causa è sconosciuta e non sapendo la causa, diventa molto difficile prevenire il problema. Ma per quanto riguarda le cose che possiamo controllare, la risposta al quesito è sì. Se il singhiozzo è scatenato dal bere troppo o troppo velocemente, è bene evitare questa abitudine. E la stessa cosa vale per il cibo: se consumate il cibo senza masticarlo adeguatamente, il consiglio è quello di tagliare il cibo e prendersi più tempo per la masticazione. Aiuterà anche a gustare di più le pietanze.
