Il Ciclone Idai ha portato morte e devastazione in Mozambico: l’area attorno alla città di Beira, dopo quasi una settimana dal suo passaggio, è ancora sott’acqua e le foto satellitari mostrano un lago alluvionale lungo 125 km e largo 25 attorno all’estuario del fiume Buzi.
Le acque si ritirano molto lentamente e migliaia di persone risultano ancora intrappolate sui tetti delle case o sugli alberi, in attesa dei soccorsi. Le autorità stanno impiegando tutti i mezzi di cui dispongono per salvare vite umane: finora sono state tratte in salvo circa 3mila persone, ma almeno altre 15mila attendono ancora i soccorsi e molte di esse si sono ammalate.
“E’ una corsa contro il tempo“, ha denunciato Celso Correia, ministro della Terra e dell’Ambiente, “la gente sta aspettando soccorsi ormai da più di tre giorni. Non possiamo prelevare tutte le persone, quindi le nostre priorità sono i bambini, le donne incinte e i feriti“.
Il Ciclone Idai ha colpito la zona di Beira con venti fino a 170 km/h, radendo al suolo migliaia di abitazioni e minacciando la vita di milioni di persone.
Il governo di Maputo ha dichiarato lo stato di calamità nazionale e 3 giorni di lutto.
