Disastro aereo Ethiopian Airlines: recuperare i resti è difficile per via della zona impervia, ma le scatole nere servono per ricostruire la dinamica

E’ una zona impervia e raggiungerla via terra è difficoltoso. Il Boeing 737 dell’Ethiopian Airlines, precipitato dopo sei minuti dal decollo da Addis Abeba, è caduto in una zona disabitata e per niente facile da raggiungere. Gli esperti temono che recuperare i resti del velivolo potrebbe non essere semplice, ma è necessario per poter avviare l’inchiesta che avrà lo scopo di ricostruire la dinamica dell’incidente e a individuarne le cause. La disposizione dei rottami contiene informazioni fondamentali: proprio come succede sulla scena di un crimine, bisogna analizzare ogni dettaglio per cercare di catturare il maggior numero di elementi utili a una futura ricostruzione dell’incidente.

AFP/LaPresse

La seconda fase dell’inchiesta sarà il recupero dei rottami. La loro analisi permetterà di stabilire in quante parti l’aereo si è spezzato nell’impatto, di verificare la posizione delle leve di comando e le condizioni delle parti meccaniche. Informazioni ulteriori si possono raccogliere analizzando i frammenti con l’aiuto di un microscopio ottico, ad esempio individuando il modo in cui e’ avvenuta la rottura o come si sono deformati. Questo tipo di analisi sono fondamentali perché permettono di capire se e’ avvenuto un cedimento strutturale oppure se l’aereo aveva assunto un particolare assetto, o ancora se e’ intervenuto un agente esterno. In questa fase vengono recuperate le due scatole nere e, se sono in buono stato, si possono recuperare i dati che permettono sia di ricostruire le ultime fasi del volo, sia di ascoltare voci e rumori nella cabina.

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La scatola chiamata Cvr (Cockpit Voice Recorder) registra le voci nella cabina di pilotaggio: puo’ contenere due ore di registrazione a bassa definizione e 30 minuti in alta definizione. La seconda si chiama Fdr (Flight Data Recorder) e registra i parametri tecnici fondamentali fino a 20 o 30 ore di volo, come quelli relativi a velocita’, altitudine e condizioni dei motori al momento dell’incidente, comprese quelle relative alla temperatura e al flusso del carburante. Difficile stabilire i tempi necessari all’analisi dei dati, molto dipende dalle condizioni delle scatole nere dopo l’incidente. Una volta raccolti tutti questi elementi, e’ possibile ricomporli come in un puzzle, e procedere alla ricostruzione dell’incidente. Il rapporto finale viene quindi redatto e pubblicato e, cosa più importante, vengono sviluppare raccomandazioni utili ad evitare il ripetersi di incidenti analoghi.