Un uomo greco avrebbe dovuto essere il 150° passeggero del Boeing 737 dell’Etiophian Airlines diretto a Nairobi che si è schiantato 6 minuti dopo il decollo, uccidendo tutti i passeggeri a bordo, semplicemente per essere arrivato in ritardo in aeroporto. “Ero arrabbiato perché nessuno mi ha aiutato a raggiungere il gate in tempo”, ha scritto Antonis Mavropoulos in un post su Facebook intitolato “Il mio giorno fortunato”.
Mavropoulos, presidente dell’organizzazione non-profit International Solid Waste Association, doveva raggiungere Nairobi per partecipare all’assemblea annuale dell’UN Environment Program. Avrebbe dovuto imbarcarsi su quel volo ma ha raggiunto il gate di partenza appena 2 minuti dopo che era stato chiuso. 2 minuti che gli hanno permesso di salvarsi.

Il Boeing 737 era decollato da Addis Abeba ieri, 10 marzo, alle 8:38 locali, per poi schiantarsi 60 km a sud-est della capitale. Le persone a bordo provenivano da 30 Paesi diversi e almeno 19 vittime erano membri delle Nazioni Unite. L’aereo era lo stesso modello di quello che nel mese di ottobre si è schiantato dopo il decollo da Giacarta, uccidendo tutte e 189 le persone a bordo. Si tratta dunque del secondo incidente in 5 mesi per un 737 Max 8. Alla luce di questo, una serie di compagnie aeree ha bloccato a terra tutti gli aerei dello stesso modello. Gli esperti, tuttavia, avvisano che è troppo presto per dire cosa abbia causato l’ultimo disastro.
