Dallo scorso agosto l’epidemia di Ebola, che investe il Congo, non ha accennato a fermarsi e dall’ultimo bollettino del ministero della Salute locale citato dalla CNN, il numero esatto di casi sarebbe arrivato a 1009 tra quelli accertati e probabili, registrando 629 morti.
La scorsa settimana l’OMS aveva già segnalato una ripresa dei nuovi casi – in aumento dopo settimane di declino – cosa attribuita principalmente agli attacchi subiti dagli operatori sanitari e alla sfiducia e alla mancanza di collaborazione in molte comunità locali. L’epidemia che è già la seconda per dimensioni dopo quella del 2014, ha fatto innalzare il rischio anche nei paesi limitrofi dove è considerato “molto alto“, anche se finora non sono stati registrati casi esportati.
Al momento le persone vaccinate sono 96 mila in Congo, Uganda e Sud Sudan. “Questa epidemia è durata fin troppo – sottolinea il segretario generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus nel bollettino dell’Organizzazione -. Dobbiamo fermarla, dobbiamo alle persone che vivono nella regione di Nord Kivu di lavorare insieme non solo per fermarla il prima possibile, ma anche per costruire un sistema sanitario che riesca ad affrontare anche le molte altre minacce alla Salute nell’area“.
