“Sono qua a sostenere col sorriso una giornata di festa, il diritto a essere madre, a essere papà e a essere nonni. La necessità dell’Italia di mettere al mondo dei figli“. Così Matteo Salvini, al suo arrivo al Congresso delle famiglie. “Siamo qua non per togliere i diritti, non si tocca niente a nessuno. Non sono in discussione l’aborto o il divorzio, ognuno fa l’amore con chi vuole e va a cena con chi vuole – incalza il Ministro dell’Interno -. Attorno a questo convegno si è creata troppa disinformazione, malafede, ipocrisia e ignoranza. Io non mi permetterò di fare di fare le polemiche razziste che si fanno attorno alla famiglia. Non voglio portare lo stato nella camera da letto di nessuno ma è mio diritto difendere la voce di chi non ha voce: i bambini. Non possono essere vittime, per questo occorre modificare anche il diritto di famiglia. I matrimoni possono finire ma i bambini devono essere tutelati“.
Ed è stato un arrivo movimentato quello del vice premier Salvini al palazzo della Gran Guardia: è arrivato a piedi ed è stato subito circondato da giornalisti, sostenitori e contestatori, che gli hanno impedito di camminare. Per permettergli di entrare si è resa necessaria un’azione di sfondamento da parte delle guardie del corpo. Dopo varie soste Salvini ha raggiunto l’ingresso, mentre all’esterno continuava risuonare un mix di cori a favore (“Matteo“) e di cori contrari (“vergognati“). A contestare Salvini gruppi di manifestanti che sono riusciti a sfuggire ai controlli predisposti per tenere isolato il corteo rispetto al Wcf. Il lato della piazza aperto al corteo è stato chiuso, ma c’erano comunque un centinaio di contestatori che si erano intrufolati tra le persone in attesa del ministro.
