Sebastiano Tusa, archeologo e assessore ai Beni culturali della Sicilia, morto nel disastro aereo in Etiopia, era diretto a Malindi, in Kenia, per una conferenza internazionale promossa dall’Unesco con la partecipazione di archeologi provenienti da tutto il mondo. La presenza di Tusa, che era già andato in Kenia lo scorso Natale con la moglie, Valeria Patrizia Livigni, era stata richiesta nuovamente per la sua grande competenza nel settore dell’archeologia marina.
Ed è grande il cordoglio in tutta Italia, ma in particolare in Sicilia. “Avevo incontrato Sebastiano Tusa pochi giorni fa con dei giornalisti tedeschi interessati a conoscere il suo lavoro per la cultura a Palermo e come sempre era stato appassionato, sorridente e disponibile. La Sicilia perde un professionista di grandissimo spessore, un vero luminare nel suo campo che ha dedicato la vita alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio archeologico, profondo conoscitore e promotore del valore dell’arte come motore di sviluppo sociale“. E’ quanto dichiarato da Leoluca Orlando, sindaco di Palermo.

Sebastiano Tusa, 66 anni, era un noto archeologo molto conosciuto anche a livello internazionale. Un “tecnico” con la passione per la politica. Sovrintendente del Mare della Regione Siciliana, docente di Paleontologia presso l’Universita’ degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, dall’11 aprile 2018 era stato chiamato a ricoprire la carica di assessore ai Beni Culturali per la Regione Siciliana nella giunta guidata dal Governatore Nello Musumeci dopo le dimissioni del critico Vittorio Sgarbi. “Sebastiano Tusa è stato un uomo straordinario, dotato di umanità e coraggio. In questi anni il suo contributo di idee e di passione ci ha dato linfa vitale per affermare l’idea di una Sicilia che ha dentro di sé la sua più grande ricchezza: la bellezza. Mi mancherai moltissimo, Sebastiano“. Lo scrive sulla propria pagina Facebook l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza.
