E’ proprio la Finlandia, la terra dell’aurora boreale e di Babbo Natale, il Paese più felice del mondo. Almeno secondo il World Happiness Report e la sua classifica annuale che osserva ben 156 Paesi in base alla percezione della felicità dei propri cittadini.
Non proprio da top ten invece la posizione dell’Italia che ricopre il 36° posto, ma in netta salita rispetto al 47° posto dello scorso anno. Redatto da Jeffrey Sachs, John Halliwell e Richard Layard, con il supporto di diversi ricercatori indipendenti, il rapporto è stato prodotto dal Sustainable Development Solutions Network (SDSN) in partnership con la Fondazione Ernesto Illy.
Nei primi posti figurano una serie di conferme degli anni precedenti: seguono la Finlandia nell’ordine Danimarca, Norvegia, Islanda, Olanda, Svizzera, Svezia, Nuova Zelanda, Canada e Austria. Sulla base del report e tenendo in considerazione la crescita della popolazione, il livello di felicità nel mondo è calato negli ultimi anni, ammoniscono gli autori in una nota. Tra i 20 Paesi che hanno acquistato più posizioni rispetto ai dati 2005-2008, 10 si trovano in Europa centrale e orientale, 5 sono nell’Africa subsahariana e 3 in America Latina. Invece i 10 Paesi con il più marcato declino sono quelli in cui ci sono state combinazioni di fattori economici politici e sociali negativi: i cali maggiori sono stati in Yemen, India, Siria, Botswana e Venezuela.
Il World Happiness Report quest’anno si è concentrato sulla relazione tra felicità e comunità, con uno speciale focus sulla tecnologia, le norme sociali, i conflitti e le azioni di governo che hanno condotto a tali cambiamenti. Vi è anche un capitolo dedicato al rapporto con la generosità e la partecipazione degli individui nella società, per dimostrare quanto la partecipazione elettorale, i big data, l’uso di Internet e le dipendenze incidano sul livello di felicità percepito.
“Il mondo sta cambiando molto velocemente“, ha spiegato John Helliwell co-autore del rapporto. “Il modo in cui le comunità interagiscono tra loro, nelle scuole, negli ambienti lavorativi, nei vicinati o nelle interazioni sui social media ha degli effetti profondi sulla felicità nel mondo“.
“Viviamo un momento di transizione verso una nuova era e questo genera un senso di incertezza“, ha dichiarato Andrea Illy, presidente di Illycaffè e membro del Cda della Fondazione Ernesto Illy.
“Il rapporto di quest’anno fornisce una serie di elementi che dovrebbero far riflettere su quanto le dipendenze stiano causando infelicità e depressione negli Stati Uniti – ha aggiunto Jeffrey Sachs, direttore del Sustainable Development Solutions Network – Le dipendenze possono essere di vari tipi: dall’abuso di sostanze al gioco d’azzardo, fino all’utilizzo incontrollato dei media digitali. L’uso compulsivo di sostanze e comportamenti di dipendenza stanno causando grave infelicità. I governi, le comunità e le aziende dovrebbero utilizzare questi indicatori per mettere in pratica nuove politiche finalizzate a superare queste fonti di infelicità“.
Nel presentare i risultati, il coautore John Helliwell ha notato che “In questi sette anni, dalla prima edizione del World Happiness Report, l’interesse e la qualità dei lettori sono aumentati progressivamente. Inizialmente i lettori consultavano principalmente la classifica dei Paesi; ora vediamo un crescente interesse nell’utilizzare i dati e le analisi per capire come rendere scuole, case, ambienti di lavoro e comunità dei luoghi più felici e come utilizzare le ricerche per una reale proposta di miglioramento“.
