Milly Carlucci è ormai da decenni uno dei volti più popolari della televisione italiana. Elegante, bella e simpatica, si tratta di una delle conduttrici più amate dal pubblico. Ma negli ultimi tempi la sua salute aveva preoccupato non poco i suoi fan: Milly risultava spesso stanca e c’era chi aveva persino pensato che portasse una parrucca. Risolto quest’ultimo ‘dilemma’ quando la presentatrice aveva rivelato di portare delle semplici extension, restava il dubbio della malattia che l’aveva colpita. E qualche mese fa la Carlucci ha spiegato di cosa si tratta: è una malattia genetica rara chiamata EPP-protoporfiria eritropoietica. Si tratta in sostanza di un’allergia al sole che le impedisce di esporsi ai raggi UV.

“Da maggio a settembre – aveva spiegato Milly Carlucci – evito di stare al sole e indosso sempre cappelli a falde larghe, occhiali scuri che coprano completamente gli occhi, magliette a maniche lunghe e pantaloni di cotone fino alla caviglia sia al mare che in montagna, dove per l’alta quota i raggi solari sono molto forti e nocivi. In città senza protezione solare totale non potrei neppure uscire di casa”.
Protoporfiria eritropoietica autosomica
La protoporfiria eritropoietica (EPP) è una malattia ereditaria del metabolismo dell’eme, caratterizzata dall’accumulo di protoporfirina nel sangue, negli eritrociti e nei tessuti e da sintomi cutanei di fotosensibilità.
Dati epidemiologici
Descrizione clinica
Si manifesta generalmente nella prima infanzia, subito dopo la prima esposizione al sole. La EPP è caratterizzata da sintomi cutanei di fotosensibilità dolorosa acuta, con eritema ed edema, a volte con petecchie, associate a una sensazione di prurito e bruciore, subito dopo l’esposizione alla luce solare o alla luce artificiale (400-700 nm), senza bolle. Questi episodi hanno una gravità variabile, in rapporto alla durata dell’esposizione e possono esitare in lesioni croniche permanenti sulla cute esposta. Essendo la protoporfirina una molecola lipofilica escreta dal fegato, i pazienti con EPP sono a rischio di colelitiasi con episodi ostruttivi e patologia epatica cronica che può evolvere in insufficienza epatica acuta.
Dati eziologici
Metodi diagnostici
La diagnosi viene posta in base al reperimento di elevati livelli di protoporfirina nel plasma e nelle cellule rosse del sangue e di un picco di fluorescenza del plasma a 634 nm. Si raccomandano indagini mirate a valutare il coinvolgimento epatico, il livello di attività della ferrochelatasi, le analisi genetiche (mutazioni del gene FECH, presenza dell’allele transipomorfico IVS3-48C nel gene FECH e mutazioni del gene ALAS2) e gli studi familiari.
Diagnosi differenziale
Presa in carico e trattamento
Il trattamento comprende l’astensione dall’esposizione alla luce, la protezione dalla luce visibile con filtri dall’indice UVA elevato e per le lunghezze d’onda alte (>370 nm), la riduzione dei livelli di protoporfirina (sia attraverso la riduzione dell’eritropoiesi con trasfusioni o la somministrazione dell’agente sequestrante la bile, colestiramina) e la prevenzione della progressione della possibile patologia epatica verso l’insufficienza epatica. Dato che la malattia epatica costituisce il rischio principale per i pazienti con la EPP, è importante il follow up regolare del coinvolgimento epatico. Il trapianto sequenziale di fegato e di midollo osseo deve essere considerato come un possibile trattamento nei casi più gravi di EPP con interessamento epatico.
Prognosi
La EPP è una malattia cronica la cui prognosi dipende dall’evoluzione della patologia epatica. La fotosensibilità può avere un impatto importante sulla qualità della vita dei pazienti con EPP.
(fonte: Orphanet – Il portale delle malattie rare e dei farmaci orfani)