“In Italia tutti i rifiuti portano a Roma“, con queste parole si apre il lungo articolo che La Matinale du Monde, l’edizione del mattino del quotidiano Le Monde che descrive in maniera esplicita come “il caos assoluto in cui si effettua la raccolta dei rifiuti” a Roma. Nel reportage troviamo la descrizione del TMB Salario, il centro di smaltimento dei rifiuti (ma anche di separazione dai rifiuti indifferenziati dalla parte umida) andato in fiamme nel nord di Roma; troviamo poi la descrizione degli oggetti ingombranti abbandonati “per giorni in mezzo alla strada” o i “sacchi della spazzatura sventrati che possono attendere anche per giorni, sotto al sole, che un camion caritatevole venga a raccoglierli“.
“La prima causa di questo disastro – si legge su Le Monde – e’ la gestione molto particolare dell’Ama, una società di diritto privato gestita al 100% dal comune a cui spetta la totalità della raccolta rifiuti“.
“Seduta su un gruzzolo da oltre 750 milioni di euro annuali garantiti dal comune (il tutto finanziato dalla tassa di raccolta rifiuti piu’ elevata d’Italia) questa società di oltre 8.000 impiegati, di cui ognuno conosce la disastrosa inefficacia, resiste strenuamente ad ogni tentativo di riforma. Il suo ultimo dirigente, Lorenzo Bagnacani, e’ stato licenziato a febbraio dalla sindaca (M5S), Virginia Raggi, che non sembra essere maggiormente in grado dei suoi predecessori di venire a capo del problema“.
Per quanto riguarda le cause dell’incendio del TMB Salario “restano avvolte in una spessa coltre di mistero“, conclude infine Le Monde.
