Il Mozambico sta affrontando in queste ore gli effetti del ciclone Kenneth, il secondo a colpire il Paese dopo le devastazioni provocate il mese scorso dal ciclone Idai a Beira, con centinaia di morti e migliaia di sfollati.
Kenneth è arrivato la scorsa notte sulla costa settentrionale, a nord di Beira, e minaccia precipitazioni di intensità doppia a quelle di Idai. Secondo Mark Lowcock, sotto segretario Onu per gli affari umanitari e coordinatore dell’Ocha, l’ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento umanitario, Kenneth è arrivato sulla costa con venti fino a 270 km/h e ha già causato “massicce inondazioni“. “Servirà una nuova grande operazione umanitaria a causa del ciclone Kenneth, mentre la risposta in corso per i tre milioni di persone colpite in tre paesi dal ciclone Idai rimane ancora gravemente poco finanziata“, ha spiegato Lowcock. “Ci aspettiamo almeno 600 millimetri di pioggia nell’area nei prossimi dieci giorni, circa il doppio di quanto avvenuto a Beira in un simile arco di tempo il mese scorso“, si spiega in comunicato diffuso dal World Food Programme (Wfp).
Sono considerati particolarmente a rischio i distretti di Macomia, Mocimboa da Praia, Muidumbe e Palma della provincia di Cabo Delgado, dove i venti potrebbero superare i 120 km/h e 112mila persone sono a rischio, avverte il Wfp.
Il governo del Mozambico ha avviato due giorni fa un programma di evacuazioni, anche forzate, trasferendo 30mila persone in aeree più elevate per far fronte al rischio frane e inondazioni.
