I contadini del Mozambico nelle zone devastate dal ciclone Idai hanno iniziato a ricevere input agricoli di vitale importanza, grazie agli sforzi congiunti della FAO e del Ministero dell’agricoltura e della sicurezza alimentare del paese. Questo permetterà loro di usufruire della imminente stagione agricola secondaria.
Nelle province di Manica e di Sofala, un numero iniziale di 15.000 famiglie – circa 75.000 persone- riceveranno kit agricoli contenenti zappe, machete, semi di mais e di fagioli dalla maturazione rapida e che potranno essere raccolti già dopo 90 giorni dalla semina. La distribuzione dei kit avverrà in contemporanea a quella delle razioni di cibo fornite dal WFP, così da evitare che i beneficiari siano costretti a consumare i semi per fare fronte a necessità alimentari immediate.
I contadini delle due province producono circa un quarto dell’output nazionale di cerali ma hanno visto la quasi totalità dei loro beni spazzati via dal ciclone, incluso tutte -o quasi- le scorte di semi, oltre al raccolto che stavano per mietere.
I kit distribuiti dalla FAO permetteranno ai contadini di seminare il raccolto secondario, che va da aprile a luglio.
“È fondamentale rimettere in moto i mezzi di sostentamento e i mercati il prima possibile per permettere a contadini, pescatori e allevatori di rimettersi in sesto in tempo per la stagione di semina principale ad ottobre” ha affermato Olman Serrano, Rappresentante della FAO in Mozambico. “La seconda stagione agricola è iniziata da poco e abbiamo una breve finestra di tempo per seminare colture che maturano in fretta, come il mais e i fagioli che la FAO sta distribuendo.”
Oltre al cibo, grazie ai kit della FAO, le famiglie saranno in grado di produrre sementi proprie per la stagione agricola principale che inizia ad ottobre. Garantire la stagione principale e assicurare che gli agricoltori siano pienamente in grado di parteciparvi è fondamentale per ripristinare la sicurezza alimentare del paese. L’impatto del ciclone è stato disastroso, con bestiame, intere infrastrutture per la pesca, granai e magazzini di cibo spazzati via.
Shock consecutivi con conseguenze gravi

La regione centrale è considerata il “granaio” del paese, e gioca un ruolo fondamentale nell’ammortizzare situazioni di scarsità di cibo, mentre la città portuale di Beira rappresenta uno scalo commerciale chiave per il paese. I gravi danni subiti dalle infrastrutture portuali e dalla rete di trasporti della città potrebbero impedire l’importazione di cereali nel paese. Di qui infatti entrano ogni anno circa un milione di tonnellate di grano e riso.
Prima dell’arrivo di Idai, le terre colpite dal ciclone avevano subito gli effetti di siccità e inondazioni ricorrenti per tre anni consecutivi. Questo aveva causato forme di insicurezza alimentare cronica e una grande vulnerabilità a nuovi shock. A dicembre 2018, l’Integrated Food Security Phase Classification (IPC) aveva stimato che 1,78 milioni di persone in Mozambico fossero affette da insicurezza alimentare a livello “critico o superiore”.
L’improvviso venire a mancare delle scorte e della capacità di produzione alimentare significa che questo numero potrebbe aumentare drammaticamente nelle prossime settimane e mesi. Anche se una valutazione esatta dei danni al settore agricolo non è ancora disponibile, la FAO e il WFP stanno conducendo valutazioni rapide dei bisogni e mappando le infrastrutture e gli asset agricoli e ittici, per dare forma al piano di risposta inter-agenzia del Food Security Cluster (Gruppo per la Sicurezza Alimentare NdT).
Oltre a distribuire sementi e attrezzi, a sostegno dei mezzi di sostentamento, il piano di risposta si occuperà di riparare le infrastrutture rurali – come strade e impianti di irrigazione -, di avviare campagne di vaccinazione del bestiame, di migliorare la produzione di foraggio e di ripristinare o rimpiazzare le imbarcazioni e le attrezzature da pesca.
La FAO si occuperà anche di sostenere nuove analisi IPC per facilitare l’adozione di politiche informate su come ripristinare la produzione alimentare e mitigare quello che potrebbe altrimenti rivelarsi un disastro della sicurezza alimentare e della nutrizione in Mozambico.
L’appello di emergenza della FAO
La FAO ha lanciato un appello iniziale di 19 milioni di dollari per ricostruire le principali infrastrutture agricole e ittiche, far ripartire la produzione agricola locale e sostenere gli allevatori. Ad oggi sono stati raccolti 3,85 milioni di dollari per raggiungere immediatamente circa 95.000 persone. Mancano ancora all’appello 15,5 milioni di dollari.