Oggi, il servizio Copernicus Climate Change Service (C3S), insieme al Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF) per conto dell’Unione Europea, ha annunciato i risultati chiave dell’anno 2018 nella propria analisi annuale sullo Stato del Clima Europeo (European State of the Climate).
Questa serie di importanti indicatori permette di avere una panoramica completa del cambiamento del clima nell‘anno 2018.
Il trend del riscaldamento climatico

Questo pone chiaramente l’accento sulla tendenza del riscaldamento globale nelle ultime quattro decadi. Dalla fine della primavera fino all’autunno, l’Europa settentrionale e centrale ha registrato un clima eccezionalmente caldo, con le temperature più alte mai registrate dal 1950.
Eventi meteorologici ricorrenti in tutta Europa
All’inizio del 2018, in Europa sono state registrate anche diverse ondate di freddo che hanno interessato la maggior parte del continente. Febbraio e marzo sono stati gli unici mesi con temperature inferiori alla media. Inoltre, forti nevicate hanno colpito vaste aree dell’Europa, compreso il Regno Unito.
In tutta Europa, le precipitazioni estreme sono state sotto la media, ma si sono verificati alcuni eventi specifici. Un evento meteorologico di rilievo è stato l’ex uragano Leslie, che ha colpito la Penisola Iberica a ottobre. È stata la tempesta più forte verificatasi nella regione dal 1842, causando forti precipitazioni e inondazioni nel nord della Spagna e nel sud-ovest della Francia. Un periodo di piogge eccezionalmente abbondanti all’inizio dell’anno ha anche causato gravi inondazioni a Parigi.
Le conseguenze del caldo e della siccità
L’impatto sui ghiacciai alpini è stato significativo, con le Alpi europee che hanno subito le maggiori perdite di massa, mentre le temperature superficiali dei laghi europei sono state le più alte dall’inizio delle prime registrazioni nel 1995. Il pericolo d’incendio è stato ben sopra la media in molte parti dell’Europa settentrionale, in particolare in Scandinavia e intorno al Mar Baltico, con gli incendi in Svezia considerati come i più gravi della storia moderna. Di conseguenza, l’Europa settentrionale ha registrato i livelli annuali più elevati di emissioni annue causate da incendi dal 2003.
Inoltre, l’inverno del 2018 è stato il primo, da quando sono iniziate le osservazioni satellitari dei ghiacci marini, in cui si è formata un’ampia area di acqua libera dai ghiacci, nota come polinia, a nord della Groenlandia. La copertura di ghiaccio marino inferiore alla media è un trend costante per l’Artico europeo. Nella maggior parte dei mesi del 2018 si sono registrate delle temperature superiori alla media. Durante i mesi estivi, il ghiaccio marino è stato inferiore di oltre il 30% rispetto alla media a lungo termine.
Il report include anche dati sui tre principali gas serra – biossido di carbonio (CO2), metano (CH4) e protossido di azoto (N2O) – e mostra come i flussi dei gas serra sulla superficie globale, stimati al netto, siano aumentati negli ultimi decenni. Questo è stato un trend costante per tutto il 2018.
Informazioni climatiche gratuite, aggiornate e user-friendly
Juan Garces de Marcilla, direttore dei servizi Copernicus presso l’ECMWF, commenta: “I dati relativi all’osservazione della Terra contenuti nello Stato del Clima Europeo sono affidabili e svolgono un ruolo vitale per comprendere lo stato del nostro pianeta. Fornendo informazioni gratuite, facili da usare, affidabili e aggiornate, Copernicus non solo contribuisce al quadro globale per i servizi climatici dell’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM), ma permette anche ai politici, alle organizzazioni e alle imprese di aiutare a pianificare il futuro a beneficio di tutti i cittadini europei e non solo”.
Freja Vamborg, Senior Scientist presso il Copernicus Climate Change Service (C3S) dell’ECMWF e autore principale della relazione sullo Stato del Clima Europeo, presenterà i risultati in una conferenza stampa all’Assemblea Generale dell’Unione Europea delle Geoscienze (EGU) martedì 9 aprile 2019 alle 14:00 CET.
Informazioni basate sugli ultimi dati
Il contenuto dello Stato del Clima Europeo si basa su una serie di indicatori chiave. Questi includono sia dati satellitari sia dati raccolti in loco, oltre che alla rianalisi globale basta su modelli informatici che utilizzano una combinazione di algoritmi e molteplici fonti di dati storici, e risultati tratti direttamente da modelli informatici. Ciò garantisce che le informazioni raccolte siano basate sui dati più recenti in grado di fornire mappe, i grafici e una serie di altri materiali.
I dati forniti da Copernicus, affidabili e disponibili a tutti, offrono preziose informazioni per molti settori che hanno un impatto sulla società, tra cui: l’agricoltura, gli aiuti civili e umanitari, la salute, le assicurazioni, la sicurezza, il turismo e la pianificazione urbana e regionale.
Copernicus ha collaborato anche alla “Dichiarazione sullo stato globale del clima nel 2018” (Statement on the State of the Global Climate in 2018) dell’Organizzazione meteorologica mondiale, pubblicata nel marzo 2019, che offre una visione dell’anno a livello globale.
