Esino Lario non è vendita ma era una trovata pubblicitaria, Vittorio Sgarbi: “Anche Riace ne ha bisogno”

Esino Lario non è e non è mai stata in vendita: il sindaco ha solo seguito i consigli di un'azienda di marketing

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Esino Lario non è e non è mai stata in vendita. La storia che ha fatto il giro del mondo e ha portato nel paesino con vista sul Lago di Como decine di giornalisti è solo frutto di una spregiudicata – e a quanto pare vincente – trovata di marketing aziendale. “Fare il sindaco di Esino e’ una fortuna, perche’ e’ una citta’ ricca di associazioni e di persone che si impegnano. Il comune sta benissimo“. Il sindaco Pietro Pensa, aveva annunciato la settimana scorsa di volerlo vendere per richiamare l’attenzione sul “rischio spopolamento“. Una provocazione quella del primo cittadino, che oggi ha rivelato la realta’ in una conferenza stampa. Nessuna fontana, nessuna via crucis e nessun monumento sono veramente in vendita. Anzi: le casse dell’amministrazione sono floride, soprattutto dopo i recenti eventi che hanno visto il paese al centro delle scene, come il raduno mondiale di Wikimania.

La provocazione del sindaco per sensibilizzare sui piccoli centri e sulle loro difficoltà non è una sua iniziativa solitaria. E’ stata infatti un’azienda privata che si occupa di portare la banda larga e il wi-fi nei piccoli centri e soprattutto in montagna, a ideare la trovata pubblicitaria. Si tratta di Eolo, il cui numero uno, Luca Spada, ha svelato la verità durante una conferenza stampa organizzata a Palazzo Lombardia, sede della giunta regionale. Eolo aveva già portato la banda larga ad Esino in occasione dell’evento Wikipedia. Ora donerà “tre milioni di euro in tre anni, uno all’anno, per perfezionare le infrastrutture digitali nei piccoli comuni; li doneremo a 100 comuni all’anno che saranno selezionati dai cittadini su una piattaforma”.

Ovviamente il lancio della campagna “Missione Comune” con ‘l’operazione Esino‘ porterà qualche adesione in più. Esino sarà il primo comune a beneficiare dell’aiuto dell’azienda: “Completeremo l’infrastruttura wi-fi e ricostruiremo il cinema” ha garantito Spada. A collaborare è anche Anci, che chiede di “connettere un Paese fatto di campanili: alle spalle delle grandi città c’è il nuovo ovest“, ha spiegato il Responabile piccoli comuni, Massimo Castelli. Sorpreso della riuscita della trovata pubblicitaria persino Vittorio Sgarbi, presente in conferenza stampa: “Mi sembrava strano che il sindaco vendesse il Paese, volevo fermarlo” ha ammesso. Poi, comprendendo il ruolo dell’azienda ha auspicato che la banda larga sia portata da Eolo anche in altri centri difficili da raggiungere come Riace:Sono molto amico del sindaco Mimmo Lucano, anche lì c’è bisogno di connessione“.