In India sono iniziate le più grandi elezioni al mondo, con gli elettori di 20 stati che esprimeranno i loro voti nella prima fase di una maratona che durerà fino a 6 settimane. La sfida nel Paese più popoloso a regime democratico (1,3 miliardi di persone) è dominata da questioni locali ma è anche vista come un referendum sul destino del Primo Ministro, Narendra Modi, un convinto nazionalista indù che ha cavalcato l’onda della popolarità 5 anni fa per diventare il primo leader di un governo di maggioranza degli ultimi decenni. Dai deserti del Rajasthan ai villaggi tribali del Nord-est, dalle montagne del Kashmir alle megalopoli inquinate, 900 milioni di indiani eleggono i 543 membri della Lok Sabha, la camera bassa del Parlamento, il cui colore politico determinerà quello del Governo.
Urne aperte dalle 7 (ora locale) di questa mattina in 18 stati indiani e due territori ad amministrazione federale per la prima fase delle elezioni legislative, un processo lungo che si concluderà solo il 19 maggio, dopo sette diverse tornate. Oggi, 142 milioni di persone potranno scegliere fra 1.279 candidati per l’assegnazione di 91 dei 543 seggi della Lok Sabha. Fra gli stati in cui si vota oggi anche l’Uttar Pradesh, la regione con maggior peso politico che invia in Parlamento 80 deputati, e il Jammu e Kashmir, militarizzato così come il Chhattisgarh (per l’insorgenza maoista). In quattro diversi stati, Andhra Pradesh, Odisha, Arunachal Pradesh e Sikkim, si vota anche per le assemblee locali. Queste elezioni avranno un costo di 7 miliardi di dollari.
Il premier Modi ha sollecitato gli aventi diritto, in particolare i giovani che votano per la prima volta, a recarsi alle urne “in numero record“. A sfidare il Partito della Bharatiya Janata (BJP) di Modi, il Partito del Congresso di Rahul Gandhi, figlio di Sonia ed erede della storica dinastia fondatrice della politica indiana dei Nehru-Gandhi. Nel 2014, Modi aveva vinto grazie alla sua politica nazionalista e con promesse di contrasto alla corruzione, in particolare con il sostegno dei giovani. Ma durante il suo governo, era stato accusato quando era premier del Gujarat di non aver fermato l’eccidio di musulmani da parte di estremisti indù.
Gli ultimi sondaggi non prevedono uno scenario certo. Secondo l’istituto CVoter, il BJP di Modi e i partiti alleati non riusciranno, anche se per pochissimo, ad ottenere una maggioranza parlamentare. Un secondo rilevamento di TV-CNX attribuisce invece all’alleanza di Modi la vittoria con 275 seggi e quindi la maggioranza. Come detto, le elezioni si svolgeranno in sette turni: si andrà alle urne anche il 18, 23 e 29 aprile e il 6, 12 e il 19 maggio. I risultati delle elezioni saranno annunciati il 23 maggio.
