Da oggi in caso di induratio penis, o malattia di La Peyronie, si potrà evitare l’intervento chirurgico. Con l’infiltrazione al pene della placca contenente una sostanza chiamata collagenasi che ‘scioglie’ la placca, sarà possibile raddrizzare l’asse del pene in erezione. E’ stato il tema del convegno ‘Collagenasi e malattia di La Peyronie‘, oggi al San Camillo di Roma. Relatore e responsabile scientifico dell’evento, Giuseppe La Pera, dirigente medico del San Camillo, specialista in Andrologia e Urologia.
Che cos’è la malattia di La Peyronie o induratio penis plastica?
Si tratta di una malattia che determina una angolazione dell’asse del pene durante l’erezione, un sensibile accorciamento della lunghezza, una difficoltà alla penetrazione e delle conseguenze negative molto pesanti sul piano psicologico.

La deviazione dell’asse del pene in erezione può raggiungere i 90 gradi e rendere la penetrazione impossibile per una incongruenza tra il canale vaginale e l’asse del pene totalmente storto. In altri casi la malattia che genera la curvatura puo’ portare ad un accorciamento importante del pene e o alla impotenza. Questa situazione patologica genera, nell’uomo che ne viene colpito, conseguenze devastanti non solo mediche ma anche psicologiche e comportamentali. Il senso di vergogna quando ci si spoglia davanti ad una donna e ci si sente inadeguati sessualmente crea una ferita insanabile della propria dignita’, della propria autostima e della propria identita’ maschile che innesca delle ripercussioni ‘pesanti’ sulla vita di relazione.
Fino ad ora l’unica terapia era o accettare con rassegnazione questa condizione sessuale e le sue conseguenze nella coppia oppure sottoporsi a quell’intervento chirurgico al pene che terrorizza comprensibilmente la maggior parte degli uomini. Interventi chirurgici molto cruenti, che sezionano il pene, lo rattoppano, talvolta lo smontano come il gioco del Lego. Ma il pene non e’ un giocattolo che puo’ essere smontato e ricostruito perche’ attraverso il pene in un uomo passano tanti significati facilmente immaginabili e alla portata di tutti. Oggi questo scenario e’ cambiato ed e’ cambiata la musica perche’ e’ possibile, ottenere un pene senza ‘storture’ grazie ad una semplice puntura.
Trattamento con collagenesi
I risultati fino ad ora raggiunti sono molto incoraggianti e variano con un miglioramento clinico che va da un 60% a un 95% a seconda delle casistiche con un miglioramento medio dell’angolo di curvatura nel 34% di 20 gradi. Anche i casi che rispondono poco hanno un beneficio perché possono giovarsi di una chirurgia meno invasiva. Gli effetti collaterali piu’ importanti sono l’ecchimosi, il dolore e l’ematoma del pene che in genere si riassorbono nel giro di poco tempo; solo raramente – nel 5 per 1.000 dei casi – si possono avere effetti collaterali che richiedono terapie piu’ invasive.
“Si tratta di un farmaco che e’ conosciuto gia’ da circa 7/8 anni ma ma in commercio nel 2016 in Italia – ha detto all’agenzia Dire. Giuseppe La Pera a margine del convegno al San Camillo- e’ un’innovazione importante perche’ in molti casi consente di evitare l’intervento chirurgico o di dover accettare passivamente questa condizione di handicap sessuale che ha pesanti ripercussioni dal punto di vista psicologico, dal momento che la malattia de La Peyronie, che determina il pene curvo, e’ causa di una forte diminuzione dell’autostima maschile. Oggi, con questa tecnica molto meno invasiva di un intervento chirurgico e’ possibile ottenere un miglioramentO della curvatura del pene di oltre 20 gradi. I pazienti restano soddisfatti per circa il 70% dei casi”. “Al momento– ha concluso La Pera- questo farmaco non e’ rimborsato dal Sistema sanitario nazionale ma spero che a breve possa avvenire”.
